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lunedì 31 dicembre 2007

Pasticcio di Famiglia


Ok. Arriviamo al dunque: il bene della società non discende dalla famiglia. O meglio: manca un passaggio fondamentale perchè dalla famiglia discenda il bene.
E' come dire che il bene dell'alimentazione umana discende dall'amatriciana. Si è chiaro che l'alimento arrida al fine della sopravvivenza.
Ma perchè la famiglia-primo piatto funzioni dobbiamo fare in modo innanzitutto che gli ingredienti siano commestibili.
Non si può parlare sempre ed esclusivamente di amatriciana ma dobbiamo rivolgere l'attenzione agli ingredienti, agli individui!
Non possiamo pensare al bene dell'amatriciana se le uova vengono da un culo di gallina scadente! Se il guanciale è di un maiale cadaverico in putrefazione!
Non possiamo passare le giornate a sentire come deve essere ben fumante e calda l'amatriciana, se non ci sono più animali in cortile a fornirci le materie prime!!
Poniamo attenzione ai fattori: alle istituzioni, alla società, alla Chiesa stessa, ai modi in cui coltivare il grano per la pasta, altrimenti mettiamo insieme pasta e condimento, generiamo un bel pasticcio di componenti ignari l'uno della condizione morale dell'altro.
Smettiamola di parlare di amatriciana tradizionale e diamo un senso ai singoli ingredienti, poi dopo la cottura provvederà la loro coscienza sviluppata a far sì che il tutto risulti ottimamente mantecato.
Altrimenti continuiamo a gustarci una amatriciana farisaica e ipocrita.
Buon appetito

lunedì 17 dicembre 2007

Sbuffon


Il blog di Grillo mi ha dato il là per metter giù due righe su qualcosa che mi frullava da tempo in testa. L'onnipresenza di Gigi Buffon sulle reti commerciali o sui manifesti pubblicitari.

Girava poco fa una mail in cui si invitava a boicottare una linea di jeans perchè il modello era il tipo della "strage" di Appignano. Ora, uno che guida ubriaco e uccide è certamente colpevole di omicidio, ma comunque non volontario. Va bene l'indignazione. Ci sto.
Però a questo punto non indignamoci solo per un rom assassino, boicottiamo qualsiasi prodotto sporco non dico di sangue, ma quantomeno sporco!

Lasciamo stare le varie multinazionali di cui già si straparla.
Giochiamo in casa, nel nostro mondo in cui tutti sembriamo così perfetti e puliti da poter apparire e diventare immagine di un prodotto. Su Fastweb e Valentino Rossi c'è già stato qualche sussulto, ma lui ancora lì modello esemplare. E' finita qua?
E invece no, eccolo là, il portierone mondiale, grande campione per carità, ma porlo come simbolo della mia azienda mi darebbe qualche grattacapo. Sarà che non ho una azienda e non so molto di come va il mondo oltre l'onestà.

Maglia numero 88, saluto romano in varie occasioni. Ma dai sono solo voci, l'abito non fa il monaco. Portiere della Juve di calciopoli, ma dai ti pare non ne sapevano nulla i giocatori! Indagato per calcioscommesse, a che punto si è coi processi? Ma dai, sono voci infami. Va bene saranno voci ma non vi pare eccessivo esporlo a testimonial di:
Fiat Fiorino (vedete il blog di Beppegrillo quanto poi sia poco felice quella pubblicità a proposito di morti sul lavoro)
Centro commerciale di Giochi (pubblicità squallidissima fra l'altro, ma chi è il creativo? Topo Gigio?)
Ecco lo sapevo, la mia memoria vacilla, ma mi ero segnato almeno altre due pubblicità in cui compariva il nostro portierone.

Allora da oggi vi invito non a boicottare questo o quel prodotto, ma a comprare prodotti onesti. Quindi, smettete di acquistare.

martedì 11 dicembre 2007

Saturicon


Una banale tecnica che applicavo alle medie era quella di non reagire alle offese verbali. Questo dannato attaccamento della mente al corpo genera, come già detto precedentemente, intolleranza, mancanza di autoironia, fascismo insomma. Questo morboso legame all'immagine che diamo è il male italiano per antonomasia, che porta alla censura.

L'attacco presunto al corporale, l'uso dell'iperbole fatto da Luttazzi per delineare situazioni imbarazzanti in cui trascinare i potenti è solo un mezzo dovuto proprio all'eccessiva importanza personale che si dà chi detiene il potere.


L'identificazione in una nostra immagine che vogliamo per forza garantire come perfetta e intoccabile, nonchè l'alta considerazione che cerchiamo dagli altri proprio verso questa immagine, porta il mondo occidentale all'ennesima lotta iconoclasta.


Dai tempi dei latini a Pasolini, il potere non è altro che mercificazione dell'essere, della sua immagine e della sua identità. Paris Hilton sparata su ogni canale ha smarrito la sua essenza di donna. Ed è giusto impossessarsene e farne oggetto di pubblico ludibrio. Così come di chi imperversa nelle nostre vite a qualsiasi ora mercificando il corpo, la "mente", per detenere lo scettro del "più visto e popolare".


Salò: clero, borghesia, esercito prendono l'essere umano e lo rendono un sottoprodotto, un puro oggetto feticista cui disporre a piacimento per il godimento della casta.

E allora è giusto reagire nella Satira, sprofondando come Dante insegna, i potenti nel sangue e nello sterco.


Chi sa come meglio impiegare il tempo, non si avvelenerà l'organismo per come è stato messo alla Berlina. Morte, sesso, religione, politica sono le grandi forze che ci trascinano in una squallida esistenza. Solo de-sacralizzandole possiamo porci dinanzi a uno specchio e vedere cosa siamo veramente e non cosa vogliamo essere considerati.


La merda d'altronde, non è poi così brutta come la si dipinge, e dato che siamo solo delle canticchianti e danzanti merdine in decomposizione su questo mondo, Saturiamoci senza pensieri.





domenica 2 dicembre 2007

Lady fight club


Siamo una generazione di uomini cresciuti da donne. Come ideale da raggiungere. E da possedere. Ma alla fine, le cose che vuoi possedere, ti possiedono.
E cresci col mito della donna da raggiungere e tutto il mondo complotta contro di te. Sveglia! E ti ritrovi con le ciglia rifatte, cercando fra le boccette di profumo quella migliore per la serata. Sei passato a depilarti?
E lei degli anni '80 dov'è? Cresciuta viziata dai suoi archetipi, il principe azzurro e il cavaliere nero.
Viziata dalle offerte di vita all'ombra del potere e della bellezza, della sicurezza e delle spalle larghe. O in cerca di fuga dal padre padrone col trasgressivo eroe della gioventù bruciata.
In cerca del senso profondo di una vita che non ha senso, ma fa senso. In cerca della loro identità ma serendipicamente scovano la servitù.
La servitù, in molti casi, non è una violenza dei padroni, ma una tentazione dei servi. E voi che potreste essere padrone, vi lasciate possedere.
E chi nella sua apparente moderazione vi invita ad affrontare il padrone per spezzare le catene.. fuggite col cavaliere oscuro per restare per sempre sirene.
Cercate e credete di trovare l'indipendenza in soggetti dipendenti dall'idea di indipendenza.
Il morale a terra se vi si pone una morale.
Andate pure per la vostra strada, peccato il potere che sprecate, non ne avrete altro in cambio.

Dedicato a chi so io.

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