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sabato 28 giugno 2008

Il mito di Satana


Ispirato dal Dr. Tsushima, che ringrazio per i vari spunti, affrontiamo il mito di Satana.

Chi è Satana? dalla beneamata wiki:

Satana [sà-ta-na] (שָׂטָן Ebraico Satan, Σατανᾶς Lingua Greca Satanâs, Latino Sátanas, Ebraico tiberiense Śāṭān; Aramaico שִׂטְנָא Śaṭanâ; ﺷﻴﻄﺎﻥ Šayṭān: "Avversario; accusatore") è un angelo, demone, o divinità minore in molte religioni; in particolare, nelle religioni monoteiste derivate da quella giudaica, è l'incarnazione e la personificazione del principio del male supremo, in contrapposizione a Dio, principio del sommo bene.

Satana è anche noto come il Diavolo (dal latino "Diábolus, -i" e dal greco antico "Diabolos, -ou", cioè "Colui che divide") per eccellenza , il "Principe delle Tenebre", il "Principe di questo Mondo" (secondo Cristo); è chiamato anche "Belzebù"(definizione che trae origine dal nome dalla divinità fenicia Baal, e la cui traduzione letterale è "Signore delle Mosche"), "Belial", "Mefistofele" o "Lucifero" (dal latino "Lucifer", cioè "Portatore di luce").

Molti nomi attribuiti a Satana o agli altri diavoli traggono origine dai nomi di divinità dei culti pagani dell'area fenicio-cananea: gli dei delle nazioni che si contrapponevano ad Israele diventano avversari del Dio degli Ebrei.

Nell'angelologia ebraica è presente la figura di Satanael, angelo al quale viene affidato da Dio il compito di verificare il livello di "pietas" dell'Uomo ("Libro di Giobbe"), ovvero del suo amore e della sua dedizione verso Dio stesso; questo angelo riporta infatti al Signore tutti i peccati dell'uomo: durante il giorno di Yom Kippur una preghiera rivolta a Dio afferma: fai tacere il Satan/chiudi (tappa) la bocca al Satan, richiesta fatta in vista del perdono e dell'espiazione dei peccati. Si dice poi che quest'angelo, chiamato anche Samael, come angelo distruttore concorra con il volere divino alla morte degli uomini. La tradizione ebraica presenta molti demoni, dalle più varie caratteristiche: Astarte, Belfagor, Belzebù, Belial, Lilith, Asmodeus, Azazél, Baal, Dagon, Moloch, Mammona, Mefistofele, Samael e molti altri ancora. Derivano dalle divinità adorate dai popoli della Palestina come i moabiti, canaanei, edomiti, sodomiti, gebusei, filistei, amorrei, aramei, fenici, compresi gli stessi ebrei e si contrappongono al culto di Yahweh o di El. Anche i nomi di diversi angeli (Michael, Gabriel, Uriel, Geremiel, Shealthiel, lo stesso Satanael, ecc.) derivano dalla religione astrale assiro-babilonese. La tradizione cristiana attribuirà a questi demoni ebraici la figura di angeli seguaci del re infernale Satana, caduti dal Cielo insieme a lui.

Va ricordato che il termine Satanael viene utilizzato anche nell'apocrifo Vangelo di Bartolomeo come sinonimo di Satana.

Secondo il Dr. Tsushima,
Satana esiste e si può guardare tranquillamente da casa perchè non è altro che la congiunzione tra Saturno e Venere.
Sat è Saturno An è la radice usata per molte divinità Mediorientali Inanna Ananita Afrodite e quindi VENere. Sat+An=Satan. In congiunzione infatti, Venere e Saturno sembrano gli occhi di un dio lontano (sempre tenendo presente la suggestionabilità degli antichi). Potete vedere questa congiunzione avvenuta il 30 giugno 2007 non a caso la data dell'attentato all'aeroporto di Glasgow. Così si può capire da dove viene il termine malocchio: è il pianeta Saturno che appare più piccolo di Venere nella congiunzione.
Ovviamente sul culto di Saturno ci sarebbe molto da scrivere, il Sole e Saturno sono gli opposti per eccellenza: il sole diurno e il sole notturno, l'inizio e la fine del nostro sistema solare per come si può vedere dalla Terra, eccetera.

Qui potete vedere il logo dell'acqua Sant'Anna
Pensate a un'equazione, togliamo una N dai termini separati dall'apostrofo e otteniamo Satana. E come diceva appunto Tsushima, nel logo vediamo l'anello di saturno in congiunzione con Venere. L'etichetta recita "Satana divina Dio" (Sant'anna di Vinadio).

Per vendere dell'acqua santa, hanno venduto l'anima al diavolo. E infatti in un anno pare sia diventata la leader del mercato. Ah, sarà forse per questo motivo che è diventata sponsor del codice da vinci?

Ma cosa ne penserà la madre della Vergine?

giovedì 26 giugno 2008

Il mito della Vagina Dentata - anche al cinema

Hai sentito la novità? lo squalo bianco si estinguerà. Ma resta comunque a farci compagnia un altro mitologico essere dentato


La locuzione latina vagina dentata deve la sua fama nel mondo occidentale in primo luogo a Sigmund Freud, che lo trovava particolarmente corrispondente alle sue teorie sull'ansia da castrazione.

Freud diede questo nome al fenomeno, ispirato da varie leggende riguardanti donne con vagine che contenevano denti o altre armi, con le quali erano in grado di uccidere o castrare il partner. Queste immagini appaiono frequentemente in miti provenienti da zone anche molto distanti fra loro, come la costa nord-occidentale del Nord America e l'Asia sud-orientale, dove le leggende riguardanti la rimozione dei genitali sono molto diffuse. Le Sheela Na Gig, immagini femminili provenienti dall'Irlanda e dalla Gran Bretagna, sono da vedersi come un'immagine del sesso femminile vorace e minaccioso anche se sprovvisto di denti.

Secondo la studiosa Barbara Walker, questo mito ha dato origine alla rappresentazione nell'Europa medievale della porta dell'Inferno vista come una gigantesca bocca, storia che serviva anche da metafora del rischio di contrarre malattie attraverso rapporti sessuali con donne sconosciute.

Un mito di una tribù di indiani del Sud America relativo all' "origine delle donne" afferma come dal cielo giunsero donne provviste di vagina dentata e rubarono agli uomini la carne che avevano posto sui tetti delle capanne, anche se alla fine gli uomini riescono a "ottenere il meglio" dalle vagine dentate, come accade in un altro similare mito della tribù Wichì.

domenica 22 giugno 2008

Il mito della carriera


La mia casa ha bisogno di elettricità. Io ho bisogno di elettricità anzi, per mangiare, mantenere il cibo, leggere, vivere. Esperimento un sistema ed ecco riesco a convincere i miei topini a girare la ruota il più velocemente possibile, così da fornire al mio sistema l'energia necessaria.
Passeranno la loro vita a girare per me, in cambio degli avanzi di formaggio. Ogni tanto dico a uno di quelli che se fa il bravo oltre al formaggio gli coloro la coda di un bel turchese. Un giorno un topo si è colorato da solo la coda di rosso e si è messo a dare il tempo agli altri. Li fa rendere di più, perchè sembra essere convincente, e l'ho nominato leader dei topi. Fa girare meglio il sistema, loro lo vedono potente, e pensano che un giorno potranno smettere di girare la ruota e diventare come lui. Importanza di una coda colorata.
Altri topi hanno capito il trucco e hanno iniziato a protestare e si son buttati in un angolo a mangiare gli scarti degli scarti, li sentivo squittire che non faranno mai questi sporchi lavori sfruttati dal topitalista. Fumano, bevono, e ogni tanto lasciano qualche cacca. Non sanno che anche quelle evacuazioni e le loro chiacchiere di protesta si infilano in un altro meccanismo che ho inventato proprio per loro. E vai che li sfrutto ancora meglio perchè non sanno di essere sfruttati, dunque non capiranno mai quanto preziosi mi sono.

Non so chi dei due tipi di topi tollero meno.

Il mito della carriera lì, da mattina a sera a raggiungere un ideale imposto dal guardiano di turno. Ci hanno tolto la campagna, messo un cartellino: tu studia poi farai questo. Roba che se non sai che farai da grande o hai la sindrome di Peter Pan (ma quale sindrome?? utopia casomai)... o sei un fallito. Siamo tutti bottani industriali. Frustati e frustrati.


La cravatta è il simbolo del potere.

Il potere ci logora e ci prende al collo. Il potere ci rende liberi, la libertà ci rende impotenti.

due lire in tasca, senza cravatta, non voglio una lira signora Cesira.
Se ne vada col macchinone del sor padrone, del sor padrone
le piramidi sono appuntite, se arrivi in cima lo dico in rima
hai scalato per prender nel posto, la punta fa male torniamo nel bosco

martedì 17 giugno 2008

Libbra chiesa in Libbro stato

Art. 12. (Modifiche alle disposizioni di attuazione di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale)
[...]2. All'articolo 129 del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comm 1, dopo le parole: «dell'imputazione» sono inserite le seguenti: <<, con espressa menzione degli articoli di legge che si assumono violati, nonché della data e del luogo del fatto»; b) il comma 2 è sostituito dal seguente: <<2. Quando l'azione penale è esercitata nei confronti di un ecclesiastico o di un religioso del culto cattolico, l'informazione è inviata all'autorità ecclesiastica di cui ai commmo 2-ter e 2-quarer.»; c) dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti: <2-bis. Il pubblico ministero invia l'informazione anche quando taluno dei soggetti indicati nei commmi 1 e 2 è stato attestato o fermato, ovvero quando è stata applicata nei suoi confronti la misura della custodia cautelare; nei casi in cui risulta indagato un ecclesiastico o un religioso del culto cattolico invia, altresì, l'informazione quando è stata applicata nei suoi confronti ogni altra misura cautelare personale, nonché quando procede all'invio della comunicazione di cui all'articolo 369 del codice. 2-ter. Quando risulta indagato o imputato un Vescovo diocesano, prelato territoriale, coadiutore, ausiliare, titolare o emerito, o un Ordinario di luogo equiparato a un Vescovo diocesano, abate di una abbazia territoriale o sacerdote che, durante la vacanza della sede, svolge l'ufficio di amministratore della diocesi, il pubblico ministero invia l'informazione al Cardinale Segretario di Stato. 2-quater. Quando risulta indagato o imputato un sacerdote secolare o appartenente ad un Istituto di vita consacrata o ad una società di vita apostolica, il pubblico ministero invia l'informazione all'Ordinario diocesano nella cui circoscrizione territoriale ha sede la procura della Repubblica competente»; [...]

mercoledì 11 giugno 2008

Solidarietà a Paolo Franceschetti: calpestiamo le Rose Rosse


Il movimento No Life sostiene Paolo e la sua lotta contro i poteri oscuri delle società segrete. Diffondete il suo blog www.paolofranceschetti.blogspot.com

e leggete l'ultimo intervento

venerdì 6 giugno 2008

Ministro Carfagna, e facci vedere il Ministero!!

"Il convincimento mio personale e delle istituzioni governative è che in una società evoluta non c'è spazio per le discriminazioni; pertanto anche l'omofobia va contrastata con la forza dell'educazione civica e del rispetto. A questo atteggiamento deve corrispondere la sobrietà delle manifestazioni della comunità omosessuale che non dovrebbe mai scendere nell'esibizionismo e nel folklore" (Mara Carfagna, ministro per le Pari Opportunità, in occasione della Giornata mondiale contro l'omofobia, Agr, 17 Maggio 2008)

QUI SOPRA C'ERA UNA FOTO DELLA MINISTRA MA IMPROVVISAMENTE E' STATA SOSTITUITA DA UNA FOTO PORNO.
MALEDETTI MASSONI!

mercoledì 4 giugno 2008

La sclerosi delle idee - Dov'è la Sapienza?

Quoto in pieno quanto segue


La sclerosi delle idee è quel processo “laicamente” moderno, che confonde gli ideali, i principi sapienziali, il “logos”, con gli idealismi (che ci piace definire come gli aborti degli ideali) e che, in loro nome, scatena guerre, contrabbandandole per operazioni pacificanti.
La sclerosi delle idee è quella di coloro che (a destra, o a sinistra, o al centro) pensano ancora che un fatto, perché non diventi un orrore, sia sufficiente “rimuoverlo” dalla storia o interpretarlo e inquadrarlo fra le conseguenze inevitabili.
La sclerosi delle idee è quella di coloro che “non cambiano mai idea” e pensano che il colore politico faccia essere una persona più sapiente di un’altra (infatti, per dimostrare tale sapienza ci si spranga a vicenda e ci si vendica delle sprangate ricevute in una faida perenne, in verità non molto dissimile da quella che caratterizza le cosche mafiose).
Alcuni amano le faide, amano gli estremismi e gli oltranzismi, godono a dismisura nel vedere i conflitti verbali e aizzano l’odio fra gli esseri umani. E questo accade non solo fra le tre razze peggiori che affliggono il mondo attuale (i politici, gli ipocriti, i fanatici), ma anche tra coloro che, ahinoi, pretendono di occuparsi di spiritualità.
C’è spesso qualche spirito agreste che, non so assolutamente per quale ragione, si diverte a mettere zizzania tra persone che si interessano di cose simili anche se da prospettive diverse. Tali anime frustrate, sono forse le stesse che si mettono a guardare gli incidenti stradali sperando di vedere il sangue e che, quando vedono che la persona investita si rialza, ci restano male.
Perciò, una volta per tutte, vorrei chiarire che:
1) Quale presidente di questa associazione, non sono nemico di nessuno, e credo di poter associare in tale dichiarazione tutti i collaboratori di Simmetria. Però… lo ammetto: ho amici che hanno posizioni fortemente evoliane, altri che le hanno reghiniane, altri che sono “guenoniani” d.o.c., altri steineriani, altri gurdjeffiani, altri ancora che sono fortemente “colorati” a destra ed altri che lo sono perfino a sinistra; conosco “oltranzisti” cristiani e oltranzisti “pagani”. Conosco esponenti della massoneria, martinisti, kremmerziani, ecc.. Con la maggior parte di costoro ho sempre avuto rapporti cordiali anche se questo non vuol dire che condivida le idee di ognuno di loro, né pretendo che condividano le mie. Credo che le idee (non gli idealismi) di ogni uomo, quando non diventano una ragione per aggredire le idee di un altro, o per disprezzarne il lavoro, siano sempre rispettabili anche se non sempre condivisibili. Simmetria ha una sua linea editoriale e didattica e accetta tutto ciò che non entra in collisione polemica con tale linea.
2) Non “appartengo” a nessuno schieramento ideologico politico. Ricevo continuamente e mail, circolari, proposte di aggregazione da parte di esponenti politicizzati o inseriti in varie frange esoteriche e non. Purtroppo non riesco a far capire che essere “tradizionalista”, per quanto mi riguarda, non vuol dire essere politicamente né settariamente schierato.
3) Considero una colossale perdita di energia andare a far guerre a coloro che la pensano diversamente da noi. Per cui esportare “democrazie” o nazionalismi, o liberismi o comunismi, o esoterismi ad alto o basso prezzo, mi sembra un processo animato dalla stessa “sclerosi” di cui parlavo prima.
4) Simmetria, come detto in altri editoriali, non ha nulla da esportare e rispetta profondamente le idee di tutti. Trovo stressante dover ripetere questa banalità in quasi ogni editoriale (vedi il precedente) ma, a quanto pare, quando uno non “appartiene” a qualche schieramento, trova sempre un sacco di gente che ha bisogno di immaginare in quale fazione si milita e ti attribuisce …pensieri, parole, opere e ovviamente… omissioni, intenzionalmente perniciose.
5) Considero ugualmente una colossale perdita di energia quella dei moderni cagliostri, che si fronteggiano in guerre astrali dichiarate o occulte, tese a pompare gli eghi dei guerreggianti e a deprimere la Coscienza e il vero amore di quella Sapienza che ogni settarismo vorrebbe tenere in ostaggio.
Per tale ragione pregherei tutti coloro che “ci godono” nello sperare che all’interno di una struttura apartitica e aconfessionale come Simmetria compaiano delle velleità settarie o facinorose di qualsiasi colore, di desistere da questa speranza.
Se tali persone si augurano che io mi scoraggi posso solo confermare (e spero che ciò faccia loro piacere)… che, da tempo immemorabile, sono ormai abbondantemente scoraggiato; per cui il riscontrare ulteriori dimostrazioni di sclerosi delle idee e di sciattoneria, in questo mondo sciattone e sclerotico, non può far altro che confermarmi nella mia limpida disillusione e nel mio antidemocratico scoraggiamento.

Con affetto sincero e pazienza
Claudio Lanzi
Da una risposta al lettore
che io sappia La Sapienza, ormai da una cinquantina d’anni, è in terapia intensiva al vicino ospedale universitario Umberto I° (con il quale confina). Le sono state riscontrate tracce di stupri collettivi (pardon, dei collettivi), rettor-coliti politico-ulcerose, bronchiti per eccesso di Odifreddi (quando tossisce fa Haack e quando starnuta, invece di etcì, a volte fa Ecò), e così via. Ma poiché in tale ospedale nessuno vuol prendersi la responsabilità di staccarla dai robot-tomizzati che la tengono in vita artificialmente, ci si affida ormai ai noti e famigerati protocolli terapeutici. Le vengono perciò applicate, tre volte al giorno, prima e dopo ogni telegiornale, delle pomate di dettami costituzionali, delle flebo massicce di laicità, una intera batteria missilistica di supposte di democrazia, delle efficaci purghe di conflitto etnico e di sviluppo biosostenibile, e infine, meraviglia delle meraviglie, dei blandi clisteri di transessualità.
La poveretta, ovviamente, sta morendo ma non glie ne frega nulla a nessuno.
Quello che conta è il mantenimento delle baronie, è la riduzione dell’Università ad un trampolino di lancio per escalation politiche, è la spartizione di posti e di finanziamenti, è l’occasione per laureare “ad honorem” il comico o il giornalista in linea con questa potente “fucina” di ignoranza. Caro lettore: tu speri che cambi? Boh? Io me lo auguro ma non ci credo.
Però mi piace ricordare che la parola Università dovrebbe essere connessa alle seguenti altre:
Universo, universali, universalità, uno. Ma stiamo scherzando?

CL

martedì 3 giugno 2008

La premonizione Collodiana: il paese dei famosi

Vedendo che la porta non si apriva, l’Omino la spalancò con un violentissimo calcio: ed entrato che fu nella stanza, disse col suo solito risolino a Pinocchio e a Lucignolo:
— Bravi ragazzi! Avete ragliato bene, e io vi ho subito riconosciuti alla voce. E per questo eccomi qui.
A tali parole, i due ciuchini rimasero mogi mogi, colla testa giù, con gli orecchi bassi e con la coda fra le gambe.
Da principio l’Omino li lisciò, li accarezzò, li palpeggiò: poi, tirata fuori la striglia, cominciò a strigliarli perbene.
E quando a furia di strigliarli, li ebbe fatti lustri come due specchi, allora messe loro la cavezza e li condusse sulla piazza del mercato, con la speranza di venderli e di beccarsi un discreto guadagno.
E i compratori, difatti, non si fecero aspettare

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http://it.wikisource.org/wiki/Le_avventure_di_Pinocchio/Capitolo_33

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