FOTO

domenica 27 luglio 2008

Luxuria sull'isola dei famosi oscura la Carfagna


"Compagn dai campi e dai camerini
prendete la cipria indossate il pareo
andiamo sull'isola indossiam solo quello!
Andiamo sull'isola affossiamo il sistema!"


Luxuria all'Isola, «rivolta» su Liberazione
«Guadagnerà l'equivalente di 300 anni di lavoro di un operaio che magari ha fatto eleggere proprio lei»

Beh ma parlerà di politica, solleverà il popolo alla rivolta dalla spiaggia! Ma lo farà indossando il bikini o il costume alla Borat? O di rosso le rimarranno solo i capelli?

Pronti gli slogan: Rifondazione Comunisola. Partita Comunista, Tornata milionaria.

Lo spettacolo deve continuare, grazie, grazie, ve li meritate tutti!
A 'sto punto la Carfagna mi diventa un po più Degasperiana.

sabato 19 luglio 2008

19-07-92: continua l'indignazione. Borsellino dimenticato dalla stampa online


Vergogna!
Messaggero, non c'è traccia. Repubblica, idem. Corriere, 4 articolo per importanza. Bah.

Se non ci penso io..
riporto una canzone di Pippo Pollina, parti del memoriale di Calcara e altri spunti.


19 Luglio '92

Il vento si dileguava in un girotondo di foglie,
l'asfalto era una lama di sole, lucido come un presagio nero, era l'ora del riposo, invero..
La città si truccava allo specchio, chi brindava alla gioventù,
chi senza saperlo era già vecchio, chi guardava alla tv
la tavola di Ginevra e del Re Artù..
Io e la mia compagna più cara lisciavamo il pelo alla storia Giocandoci a dadi la memoria.
Io e la mia ammirevole amica, sul carro della nostalgia
Trionfale come la vita, beffarda come la vita..
Tobia il canarino giallo sopravvissuto ai nubifragi, come migliaia di disperati, celebrava il ritorno dei Re Magi
sulla terrazza assolata, tu dormi Panormo amata
Altri cercavano l'oro per nascondere la paura,
chi sapeva attendeva in silenzio il botto dell'ultima congiura
e dell'ultima ora.. ..l'ultima avventura
poi d'improvviso una nube, come un lampo di finestrino,
esplose in un rombo di tuono e furono bucce di mattino.
Noi non conosciamo l'Italia e non vogliamo più vedere
la lunga coda di paglia gli schiavi del potere.
I messaggeri dell'indignazione arrivarono quasi subito
a cavallo delle cineprese per non sporcarsi i pantaloni
invocando nomi e cognomi, cognomi e nomi.
Passò qualche cane a pisciare sui resti delle macerie,
le signore della televisione andarono in fretta dal parrucchiere
ad aggiustarsi il grugno e le rughe del sedere.
E sbocciarono fiori tristi sui prati muti della speranza,
vennero frotte di turisti a cercare la morte in vacanza.
Quel giorno scomparvero in tanti sulle ali della rivolta
Quel giorno volaron le rondini per l'ultima volta.
Io e la mia compagna più cara cercavamo nell'ombra il cammino
che conduce dove regna il silenzio, il gioco della vita e del destino.


Il 19 luglio 1992, dopo aver pranzato a Villagrazia con la moglie Agnese e i figli Manfredi e Lucia, Paolo Borsellino si reca insieme alla sua scorta in via D'Amelio, dove vive sua madre. Una Fiat 126 parcheggiata nei pressi dell'abitazione della madre con circa 100 kg di tritolo a bordo esplode, uccidendo oltre a Paolo Borsellino anche i cinque agenti di scorta Emanuela Loi (prima donna della Polizia di Stato caduta in servizio), Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. L'unico sopravvissuto è Antonino Vullo. Pochi giorni prima di essere ucciso, durante un incontro organizzato dalla rivista MicroMega, Borsellino parlò della sua condizione di "condannato a morte". Sapeva di essere nel mirino di Cosa Nostra e sapeva che difficilmente la mafia si lascia scappare le sue vittime designate. Borsellino, in vita, rilasciò interviste e partecipò a numerosi convegni per denunciare l'isolamento dei giudici e l'incapacità o la mancata volontà da parte della politica di dare risposte serie e convinte alla lotta alla criminalità. In una di queste Borsellino descrive le ragioni che hanno portato all'omicidio del giudice Rosario Livatino e prefigura la fine (che poi egli stesso farà) che ogni giudice "sovraesposto" è destinato a fare.

Dal Memoriale di Vincenzo Calcara

C'erano due piani alternativi per uccidere Paolo, il primo prevedeva l'uso di un fucile di precisione ed era affidato a Vincenzo Calcara, il secondo l'uso di un'autobomba ed in questo Vincenzo avrebbe svolto soltanto un lavoro di copertura. Da Palermo arrivò poi però, direttamente da Totò Riina, l'ordine che avrebbe dovuto essere ucciso prima Giovanni Falcone e così i piani furono momentaneamente accantonati.Vincenzo Calcara è uno dei pochi collaboratori di Giustizia che possono veramente essere chiamati "pentiti".

Sono fermanente convinto che un UOMO può essere definitivamente LIBERO solamente dopo aver fatto rispettare la VERITA' e AMARE ciò che sta dentro e oltre la VERITA'! La VERITA' solo dopo essere stata AMATA più di ogni altra cosa, allora si che entra nell'Animo di un UOMO rendendolo LIBERO!

Il Dr. Paolo Borsellino ha tolto delle ore preziose alle persone che Amava per dedicarle alla Verità e facendo della Verità lo scopo della Sua Vita.
Io non ho il suo Coraggio ma ho il dovere di far rispettare e difendere la Verità che mi ha reso LIBERO.
Le Belle Azioni di chi ha in mano i "SEMI" del Dr. Paolo Borsellino non devono essere egoistiche da saziare solo il Corpo ma devono essere ALTRUISTE e pieni di LEALTA' e coraggio, per così SAZIARE CORPO e SPIRITO. Se c'è da andare che si vada BENE. L'AZIONE più deplorevole e meschina è quella TIEPIDA, quella che non è nè fredda nè calda! Quella Società Civile a cui il Dr. Paolo Borsellino era DEVOTO e con Fedeltà Serviva deve ben sapere che quegli uomini dei "POTERI OCCULTI" degli anni 80-90 che facevano parte delle Istituzioni (comprese quelle Religiose) hanno lasciato degli EREDI. Questi EREDI continuano a portare avanti ciò che hanno ereditato!Sicuramente come allora quando il carnefice andava al FUNERALE della VITTIMA anche oggi si fa la stessa cosa.

Il Dr. Paolo Borsellino come Magistrato non era secondo a nessuno, la sua UMILTA' da vero CRISTIANO lo faceva apparire SECONDO al Suo Amico Falcone ma in realtà la Sua Professionalità era tale che ha fatto si da accelerare la Sua Morte!

Nell'Autunno del 1991, quando il Dr. Borsellino era Procuratore a Marsala il mio Capo Assoluto Messina Denaro Francesco mi ha detto queste parole: "Di questo BORSALINO (così lo chiamava) non deve rimanere niente, neanche le sue IDEE, DEVE ANDARE nel DIMENTICATOIO. Lui deve morire e basta! Lui non deve morire solo per il danno che ha causato a "Cosa NOSTRA", per questo si era deciso di aspettare il momento giusto, ma Lui deve morire subito in quanto non gli si deve dare la possibilità di causare un danno irreparabile verso il cuore di "Cosa Nostra" e verso il Cuore dei nostri fratelli alleati. Caro ENZUCCIO, da informazioni sicure si è venuto a conoscenza che questo Borsalino sta costruendo una solida BASE con appoggi personali e segreti e dopo di chè con il Suo Sostituto 'Ingroia' che gli sta a Cuore e che ne vuole fare il Suo braccio destro attaccherà come un PAZZO! Dobbiamo distruggerlo!"

Ed io Vincenzo Calcara, che credevo a questa forza del Male ed ero pronto a morire per essa, non potevo non unirmi ad un UOMO coraggioso con il quale avevamo in comune una sola cosa, LA MORTE!!!

LE IDEE DI BORSELLINO

«L'equivoco su cui spesso si gioca è questo: si dice quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato, quindi quel politico è un uomo onesto. E NO! questo discorso non va, perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire: beh! Ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi, ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest'uomo è mafioso. Però, siccome dalle indagini sono emersi tanti fatti del genere, altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia, dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza: questo tizio non è mai stato condannato, quindi è un uomo onesto. Ma dimmi un poco, ma tu non ne conosci di gente che è disonesta, che non è stata mai condannata perché non ci sono le prove per condannarla, però c’è il grosso sospetto che dovrebbe, quantomeno, indurre soprattutto i partiti politici a fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti, ma apparire onesti, facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti, anche se non costituenti reati.»

« La lotta alla mafia dev'essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità. »
« Non li avete uccisi: le loro idee camminano sulle nostre gambe »

Ci hanno lasciato un’Italia massacrata la cui ricchezza non è nelle mani del popolo, ma delle mafie, che deve mendicare a criminali e assassini, che dispongono di patrimoni illimitati, il suo posto in Europa. Dominata da
personaggi potentissimi che gestiscono l’economia, tra banche e alta finanza, che controllano le informazioni segrete, che si sono macchiati dei
grandi delitti ricorrendo al braccio eversivo di Cosa Nostra,ma soprattutto che risiedono all’interno delle Istituzioni. Vale la pena allora, davanti a questo scempio, continuare a lottare? Sì. Ne vale la pena. Per tutti quei giovani che rimangono puliti nonostante il fango, per quei pochi politici onesti, nonostante tutto, per la minor parte della società civile che si ribella, per quei magistrati
valorosi, per gli uomini giusti. Non avremo pace fino a quando non scopriremo il volto dei mandanti esterni
delle stragi, la chiave per capire chi comanda, e forse per poter liberare il nostro Paese dal padrino e burattino e dai suoi complici di tirannia.

Giorgio Bongiovanni

1

mercoledì 9 luglio 2008

La manifestazione è Rock

Ebbene, dopo 28 anni ci siamo fatti la prima manifestazione. Ci siamo fatti abbindolare da questa richiesta di partecipazione. In realtà è stato molto bello, non c'erano le solite facce che in passato mi hanno fatto impedire di farmi passare per uno di loro. C'erano tuttavie diverse bandiere, checchè se ne era richiesta la naftalina da parte degli organizzatori. L'unico disturbo è stato quello di non farci vedere il faccione rustico di DiPietro, insomma neanche un male così terrificante.
Una manifestazione non è tanto dissimile da un concerto Rock, anzi da un Festival. Abbiamo vari annunci, appelli, proclami così come a un Heineken Jammin Festival abbiamo 4-5 gruppi che si esibiscono, di vario genere e tuttavia accomunati da qualcosa contro cui manifestare.
Orbene, il rock è movimento, è opposizione allo stato delle cose, per cui facciamoci trascinare in mezzo a questa folla totalmente diversa da quella cui sono abituato. Non si poga con la vecchietta e il bimbo, si lascia loro la parola, l'urlo contro Silvio (basta!).
Non si è manifestato tanto contro l'uomo rosso-nero, almeno da parte mia non era questa l'intenzione. Si è manifestato contro uno stile di pensiero, contro chi ha ucciso Pasolini, contro un sistema basato sul consumo di cui lui è la sintesi e il portavoce.
Ma veniamo ai gruppi. Come qualsiasi manifestazione c'è chi si ascolta più volentieri (Travaglio ha uno stile unico, come fare a non rimanere abbindolati e affascinati dalle sue dichiarazioni?), c'è chi si ascolta con rispetto (Colombo e il portavoce dei Rom, nonchè DiPietro stesso), chi con meraviglia e chi con qualche aspettativa.
E poi ci sono i due casi che si verificano a chi è abituato a mantenere un atteggiamento critico e a non lasciarsi ingarbugliare le già poco chiare idee.
Sabina Guzzanti l'ho sempre trovata eccessiva, troppo seria nella sua comicità. Eppure, dopo un inizio stentato in cui spesso si è impappinata, ha litigato, sempre per usare una metafora "concertistica", con le spie, i fischi del microfono e quant'altro... Ecco dopo aver effettuato un sound-check dei pensieri, ha sorpreso. Ha avvelenato, accusato, ma in un modo sempre nuovo. Ha fatto satira e si capiva il suo eccesso. E ha concluso con un degli assoli più belli di tutta la serata: benvengano queste manifestazioni che portano la gente in piazza perchè le idee vengono fuori nella piazza, non nel centro commerciale. Amen.
E poi c'è chi ha deluso: basta Grillo! Dopo un inizio farsesco (nessuno mi toglie l'idea che l'intervento fosse registrato e la scusa del non collegamento audio fosse quello che era, una scusa) siamo riprecipitati in un surrogato del V-day... Sembrava un cantante oramai in pensione che per stare sulla scena tira fuori sempre gli stessi brani triti e ritriti (insomma, un Presley sul viale del tramonto di Las Vegas) che piacciono sempre allo stesso pubblico: psiconano, topo gigio, morfeo, blabla, inceneritori, nucleare. Uno spartito unico. Ok, la gente era tanta ma chi da più di un anno ti segue non ce la fa più. A meno che non sia un autoerotomane delle idee, e allora gode come un matto solo a vedere quel faccione da K di cuori perennemente incazzato. Quando inciderai un nuovo album, forse verrò a vederti in concerto nuovamente.
Insomma, la cosa più bella di tutto è stato il pubblico. E me ne sono andato con un senso di appartenenza all'essenza del cittadino.

martedì 8 luglio 2008

Saluto e Augurio

È quasi sicuro che questa è la mia ultima poesia in friulano:
e voglio parlare a un fascista, prima che io, o lui, siamo troppo lontani.

È un fascista giovane, avrà ventuno, ventidue anni:
è nato in un paese ed è andato a scuola in città.
È alto, con gli occhiali, il vestito grigio, i capelli corti:
quando comincia a parlarmi, penso che non sappia niente di politica
e che cerchi solo di difendere il latino e il greco contro di me;
non sapendo quanto io ami il latino, il greco - e i capelli corti.

Lo guardo, è alto e grigio come un alpino.
"Vieni qua, vieni qua, Fedro. Ascolta.
Voglio farti un discorso che sembra un testamento.
Ma ricordati, io non mi faccio illusioni su di te:
io so, io so bene, che tu non hai, e non vuoi averlo, un cuore libero,
e non puoi essere sincero: ma anche se sei un morto, io ti parlerò.

Difendi i paletti di gelso, di ontano, in nome degli Dei, greci o cinesi.
Muori d’amore per le vigne. Per i fichi negli orti. I ceppi, gli stecchi.
Per il capo tosato dei tuoi compagni.
Difendi i campi tra il paese e la campagna, con le loro pannocchie abbandonate.
Difendi il prato tra l’ultima casa del paese e la roggia.
I casali assomigliano a Chiese: godi di questa idea, tienla nel cuore.

La confidenza col sole e con la pioggia, lo sai, è sapienza sacra.
Difendi, conserva, prega! La Repubblica è dentro, nel corpo della madre.
I padri hanno cercato e tornato a cercar di qua e di là, nascendo, morendo, cambiando:
ma son tutte cose del passato.

Oggi: difendere, conservare, pregare. Taci!
Che la tua camicia non sia nera, e neanche bruna.
Taci! che sia una camicia grigia. La camicia del sonno.
Odia quelli che vogliono svegliarsi, e dimenticarsi delle Pasque...

Dunque, ragazzo dai calzetti di morto, ti ho detto ciò che vogliono gli Dei dei campi.
Là dove sei nato. Là dove da bambino hai imparato i loro Comandamenti.
Ma in Città? Là Cristo non basta. Occorre la Chiesa: ma che sia moderna.
E occorrono i poveri

Tu difendi, conserva, prega: ma ama i poveri: ama la loro diversità.
Ama la loro voglia di vivere soli nel loro mondo, tra prati e palazzi
dove non arrivi la parola del nostro mondo;
ama il confine che hanno segnato tra noi e loro;
ama il loro dialetto inventato ogni mattina,
per non farsi capire; per non condividere con nessuno la loro allegria.
Ama il sole di città e la miseria dei ladri; ama la carne della mamma nel figlio

Dentro il nostro mondo, dì di non essere borghese, ma un santo o un soldato:
un santo senza ignoranza, o un soldato senza violenza.
Porta con mani di santo o soldato l’intimità col Re,
Destra divina che è dentro di noi, nel sonno.
Credi nel borghese cieco di onestà, anche se è un’illusione:
perché anche i padroni hanno i loro padroni,
e sono figli di padri che stanno da qualche parte nel mondo.

È sufficiente che solo il sentimento della vita sia per tutti uguale:
il resto non importa, giovane con in mano il Libro senza la Parola.
Hic desinit cantus. Prenditi tu, sulle spalle, questo fardello.
Io non posso: nessuno ne capirebbe lo scandalo.

Un vecchio ha rispetto del giudizio del mondo: anche se non gliene importa niente.
E ha rispetto di ciò che egli è nel mondo. Deve difendere i suoi nervi, indeboliti,
e stare al gioco a cui non è mai stato. Prenditi tu questo peso, ragazzo che mi odii: portalo tu. Risplende nel cuore.
E io camminerò leggero, andando avanti, scegliendo per sempre
la vita, la gioventù".

PPP

venerdì 4 luglio 2008

Il mi(ni)stero della pompa intercettata


Chi ha spirito profetico facilmente intuisce quanto sta accadendo: qualcuno l'ha beccata con le mani nel pac. emh nel sacco.
Quali scenari si configurano? Oramai è incastrato, fra poco ci sarà lo scacco matto. Non sarà solo colpa del caro petrolio e dell'aumento della benzina: il governò cadrà per colpa delle pompe roventi.
Se non fosse vero, non ci sarebbere quelle dichiarazioni così sottili in Parlamento. Avremo finalmente il primo vero Premier Filo-Americano.
Cosa può accadere se qualcuno gli farà la fatidica domanda: "Mr Clinton, la stagista ha stagiato?". Se rispondesse si, farebbe la figura di un presidente che, oltre a fotter il paese, fotte le donne (e questo lo renderebbe il mito di molti). Se rispondesse no, uscirebbero le intercettazioni a giudicarlo falso oltrechè immorale (ebbè, offrire il ministero in cambio di un servizietto, capisco la decadenza delle istituzioni...ma non esageriamo). Si fidatevi, le intercettazioni stanno dietro l'angolo. E il deputato IDV lo sapeva bene o non avrebbe fatto quella sottile allusione, che nessuno ha ancora smentito o condannato.

Mr Clinton si è dimesso non perchè si è dimostrato lussurioso, ma perchè ha falsato la sua testimonianza.

Caro Silvio, basta ammetterlo: da quel momento sarai ancora più il mito di tutti noi!
Per finire, pubblico una pasquinata arrivatami dal Nord

Carfagna, piantala co' 'sta lagna
suca la minchia e apri la lasagna

Oh cavalié, è piccolo mica o trovo
damme armeno ‘n segno così magaro ce provo

Brutta fija de 'na mignotta
mo taa do io sta pera cotta

Ma guarda te 'sto stronzo nano
c'ha giusto no spillo e je pare 'n banano

Ah cavalié, "facimmanpressaaaa"
che c'ho da fa a ministra de la fessa.

Sìsì, sucami il biscotto che da ministra
quanno me pare me te fotto

[carfagna pensierosa]
assoreta

e mo che da ministra s'é 'nsediata
je fa fa pure na scopata

davanti, dietro, cosa conta
l'importante è er titolo "de monta"

mercoledì 2 luglio 2008

Il discorso tipico dello schiavo - di S. Agosti


Uno degli aspetti più micidiale dell'attuale cultura, è di far credere che sia l'unica cultura... invece è semplicemente la peggiore.

Bèh gli esempi sono nel cuore di ognuno... per esempio il fatto che la gente vada a lavorare sei giorni alla settimana è la cosa più pezzente che si possa immaginare.
Come si fa a rubare la vita agli esseri umani in cambio del cibo, del letto, della macchinetta...

Mentre fino ad ieri credevo che mi avessero fatto un piacere a darmi un lavoro, da oggi penso:
"Pensa questi bastardi che mi stanno rubando l'unica vita che ho, perché non ne avrò un'altra,
c'ho solo questa.. e loro mi fanno andare a lavorare 5 volte, 6 giorni alla settimana e mi lasciano un miserabile giorno.. per fare cosa? come si fa in un giorno a costruire la vita?!"

Allora, intanto uno non deve mettere i fiorellini alla finestra della cella della quale è prigioniero
perché sennò anche se un giorno la porta sarà aperta lui non vorrà uscire...

Deve sempre pensare, con una coscienza perfetta:
"Questi stanno rubandomi la vita, in cambio di due milioni e mezzo al mese, bene che vada,
mentre io sono un capolavoro il cui valore è inenarrabile"

Non capisco perché un quadro di Van Gogh debba valere 77 miliardi e un essere umano due milioni e mezzo al mese, bene che vada.
Secondo me, poi, siccome c'è un parametro che, con le nuove tecnologie, i profitti sono aumentati almeno 100 volte... e allora il lavoro doveva diminuire almeno 10 volte! Invece no! L'orario di lavoro è rimasto intatto. Oggi so che che mi stanno rubando il bene più prezioso che mi è stato dato dalla Natura. Pensa alla cosa più bella che la Natura propone, che è quella di, mettiamo, di fare l'amore, no?!

Immagina che tu vivi in un sistema politico, economico e sociale dove le persone sono obbligate, con quello che le sorveglia, a fare l'amore otto ore al giorno... sarebbe una vera tortura... e quindi perché non dovrebbe essere la stessa cosa per il lavoro che non è certamente più gradevole di fare l'amore, no?! Per esempio il fatto che la gente vada a lavorare sei giorni alla settimana... certo c'ho il mitra alla nuca... lo faccio, perché faccio il discorso: "Meglio leccare il pavimento o morire?"
"Meglio leccare il pavimento" ma quello che è orrendo in questa cultura è che "leccare il pavimento" è diventata addirittura una aspirazione, capisci?

Ma è mostruoso che il tipo debba andare a lavorare 8 ore al giorno e debba essere pure grado a chi gli fa leccare il pavimento, capisci?
Tutto ciò è "oggettivamente" mostruoso, ma la dove la coscienza produce coscienza, tutto ciò è "effettivamente" mostruoso...

"SI VABBE' MA ORMAI E' IRREVERSIBILE LA SITUAZIONE"

Si, tu fai giustamente un discorso in difesa di chi ti opprire, perché è il tipico dello schiavo, no?! Il vero schiavo...il vero schiavo difende il padrone, mica lo combatte. Perché lo schiavo non è tanto quello che ha la catena al piede quanto quello che non è più capace di immaginarsi la libertà.

Ma rispetto a quello che tu mi hai detto adesso: quando Galileo ha enunciato che era la Terra a girare intorno al Sole, ci sarà sicuramente stato qualcuno come te, che gli avrà detto:
"Eh si! sono 22 secoli che tutti dicono che è il Sole che gira intorno, mò arrivi te a dire questa stronzata... e come farai a spiegarlo, a tutti gli esseri umani?" e lui: "Non è affar mio, signori..."

"Allora guarda, noi intanto ti caliamo in un pozzo e ti facciamo dire che non è vero, così tutto torna nell'ordine delle cose"... hai capito? Perché tutto l'Occidente vive in un'area di beneficio perché sta rubando 8/10 dei beni del resto del Mondo. Quindi non è che noi stiamo vivendo in un regime politico capace di darci la televisione, la macchina,... no.

E' un sistema politico che sa rubare 8/10 a 3/4 di Mondo e da un pò di benessere a 1/4 di Mondo, che siamo noi...
quindi, signori miei, o ci si sveglia... o si fa finta di dormire... o bisogna accorgersi che siete tutti morti...

Cerca nel blog