martedì 14 luglio 2009
venerdì 10 luglio 2009
Il mito, secondo me

Esistono i miti? Cosa sono? Cosa è un personaggio mitico? Cosa sono oggi i miti?
La morte di personaggi pop ci mette davanti a queste e molte altre domande. Un uomo ha diritto a diventare mitico? O è semplicemente un uomo? Cosa dà la dignità di mito? E poi i personaggi della mitologia sono esistiti veramente?
Cosa è il mito secondo me?
Che poi non è un secondo me del tipo che mi sono inventato qualcosa... è il frutto di altre idee che ho messo insieme, lungi da me voler dimostrare qualcosa di mio.
Non avendo voglia di riempire la discussioni di notarelle biografiche, introduciamo le varie fonti.
Propp, Eliade, Van Gennepp e quanti altri trovate citati qua
www.ilportalino.org/lat-mito.htm
http://www.ilportalino.org/lat-teoria.htm
http://www.ilportalino.org/lat-iniziazione.htm
Per farla breve, in qualsiasi parte del mondo noi nasciamo, "per natura" siamo portati a creare una mitologia. Esiste dunque una sorta di "grammatica universale" attraverso cui esprimiamo e decliniamo una mitologia. Questo finchè facciamo parte di una civiltà con una mentalità adolescenziale (ad oggi i miti sono i protagonisti della vita dell'adolescente) che permea determinati personaggi di caratteristiche topiche e ricorrenti.
Di civiltà in civiltà, cambiano i nomi ma le caratteristiche dei personaggi mitologici restano pressochè invariate. Questo è probabilmente dovuto dall'esigenza dell'inconscio collettivo di esprimere le immagini archetipiche di cui è permeato.
Anzi, è più che probabile che l'inconscio collettivo si esprima per archetipi, nel senso più Jungiano del termine.
Cosa generi questo IC è tutta un'altra questione che lasciamo a chi ne ha competenza.
E' chiaro che chi conosce il modo di muovere i fili degli archetipi, è in grado di risvegliare in noi desideri e immagini che non sono presenti alla nostra normale attività cosciente (vedi messaggi subliminali), imprimendoci ordini in maniera ipnotica.
In una tribù del nord europa bastava evocare il potere di Thor per innescare il timore connesso alla sua attività "mitologica".
Ogni personaggio mitologico (ma non solo: ogni situazione mitologica) riassume in sè caratteristiche umane e cui l'uomo ambisce.
Ma chissà che non sia esistito nel passato un uomo talmente potente e scaltro da essere considerato da tutti un dio nell'arte della guerra. Che magari ha lasciato al figlio o al suo pupillo le stesse facoltà per cui era venerato, creando una successione e donando il suo nome all'immortalità (così come succede per molti supereroi dei nostri tempi).
Per i popoli dell'epoca, il signor Ares diventa talmente popolare da assurgere ad archetipo proprio perchè riassumeva in sè le caratteristiche dell'archetipo.
Nel mondo moderno tutto questo non è più possibile o quasi, almeno per gli esseri viventi. Elvis Presley ha assunto in sè tutte le caratteristiche del personaggio mitologico, circondandosi anche di simboli che ne hanno confermato la sua appartenenza alla sfera del "mito solare" (El-vis, Menfi, sun records, graceland, Priscilla..). Eppure era un uomo. Per questo se lo vediamo con una mentalità razionale, l'uomo Elvis diventa vittima del Kitsch. Ma dentro di noi scorre qualcosa che ce lo rende un Mito.
Così come incarnazioni del mito sono i personaggi delle moderne mitologie, siano esse romanzi o film o serie TV. Perchè nel creare letteratura, spesso creiamo personaggi sfruttando il patrimonio archetipico dell'inconscio.
Tanto che la mia idea costante è che se scomparisse l'attuale società per via di qualche cataclisma, e i nuovi abitanti del pianeta (in un nuovo stadio primitivo dell'uomanità), tra qualche anno trovassero sceneggiature e copioni oppure riviste di gossip e dvd (sperando sappiano accendere il lettore), inizierebbero a venerare Giunone-Angelina, Horus-Locke, Ulisse-Desmond, Fauno-Berlusconi...
La mitologia che va per la maggiore ad Hollywood, ad esempio, è quella Egizia. Tanto per tornare al culto solare, così caro ai massoni.
Fate caso a quanto sia ricorrente l'Egitto nelle produzioni cinematografiche, sia in maniera implicita che esplicita.

Fate quindi molta attenzione quando guardate qualcosa di apparentemente innocuo: aprite gli occhi! (non quello di Horus-Sauron!)
mercoledì 8 luglio 2009
Il Cerchio di G8
Questa è dei tempi di Genova, ispirato dall'idea di Pasolini
http://www.medeaonline.net/?p=14
"Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte
coi poliziotti
io simpatizzavo coi poliziotti!
Perché i poliziotti sono figli di poveri.
Vengono da periferie, contadine o urbane che siano...
I ragazzi poliziotti
che voi per sacro teppismo (di eletta tradizione
risorgimentale)
di figli di papà avete bastonato,
appartengono all’altra classe sociale.
A Valle Giulia, si é così avuto un frammento
di lotta di classe: e voi, amici (benché dalla parte
della ragione) eravate, i ricchi,
mentre i poliziotti (che erano dalla parte
del torto) erano i poveri. Bella vittoria, dunque,
la vostra! in questi casi,
ai poliziotti si danno i fiori, amici/
“Popolo” e “Corriere della sera”, “Newsweek” e “Monde”
vi leccano il culo"
Ma erano altri tempi, sia quelli di Pasolini che quelli in cui scrivevo
2PIGRECOr : CORRERE PIU' DE "GE"
IL BUONO:
Io sono un idealista
contro ignavo qualunquista
mi armo di utopie a bizzeffe
pronto a prendermi nel viso calci e beffe
violenza, la schifo ma sono costretto anch'io
a menare qualche pugno nella piazza o contro Dio
con i miei compagni cerco
di affossare ogni sistema
calpestando questo sterco
impazzendo come crema
che ci inzacchera la via
abbattiam la polizia.
IL BRUTTO:
Io non sono un'idealista
tante idee nella mia testa
si rincorrono allegrie
miste ad una vita mesta
è il coraggio che mi manca per poi sovvertire il mondo
o una dose di rispetto per capire chi sta in fondo.
il motivo e la ragione spesso non vanno a braccetto
come vorrei che facesser lo spinello con l'elmetto.
Potrà far cerchio perfetto, solo allora un nuovo Giotto,
di una sfera ormai schiacciata dagli abusi dei G8.
IL CATTIVO:
Io sono un idealista
che nell'ordine ancor crede
mi risveglio ogni mattina sempre meno è la mia fede
voglio solo garantire una pace quotidiana
col mio manganello in tasca
mangio un'altra settimana
Non vorrei mai calpestare chi protesta e chi ci marcia
ma ho dei pazzi qui di fronte son già tanti e sono in marcia
poche lire nella tasca, non mi basta il manganello
per sfamare una famiglia, il rimedio non è quello.
IL FATO:
Invertire questi ruoli
non è compito, figlioli
di me fato fatiscente
chè oramai non conto niente.
Rigirateli voi stessi
tanto ognun è quel che vuole
non è certo una divisa
la cartina tornasole per testare 'sto sistema,
ma è la vita, quella scema:
si diverte ad ingannare poliziotti e protestanti
scatenando contro loro quei poco sociali centri,
o cattolici ibernati alla legge del taglione
che ti tagliano la testa perchè pensi da coglione.
Circoncidon le persone come fossero piselli
ma gli ebrei sì intelligenti, non avevan due cervelli
troppo stretti per un corpo poi da lobotomizzare
con un taglio netto al nostro centro gravitazionale.
Sono il fato, ed il mio sermone è andato.
fato tutto, tutto fato, ora la catena tiro
rivoluzionando il mondo dentro al gorgo un altro giro
http://www.medeaonline.net/?p=14
"Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte
coi poliziotti
io simpatizzavo coi poliziotti!
Perché i poliziotti sono figli di poveri.
Vengono da periferie, contadine o urbane che siano...
I ragazzi poliziotti
che voi per sacro teppismo (di eletta tradizione
risorgimentale)
di figli di papà avete bastonato,
appartengono all’altra classe sociale.
A Valle Giulia, si é così avuto un frammento
di lotta di classe: e voi, amici (benché dalla parte
della ragione) eravate, i ricchi,
mentre i poliziotti (che erano dalla parte
del torto) erano i poveri. Bella vittoria, dunque,
la vostra! in questi casi,
ai poliziotti si danno i fiori, amici/
“Popolo” e “Corriere della sera”, “Newsweek” e “Monde”
vi leccano il culo"
Ma erano altri tempi, sia quelli di Pasolini che quelli in cui scrivevo
2PIGRECOr : CORRERE PIU' DE "GE"
IL BUONO:
Io sono un idealista
contro ignavo qualunquista
mi armo di utopie a bizzeffe
pronto a prendermi nel viso calci e beffe
violenza, la schifo ma sono costretto anch'io
a menare qualche pugno nella piazza o contro Dio
con i miei compagni cerco
di affossare ogni sistema
calpestando questo sterco
impazzendo come crema
che ci inzacchera la via
abbattiam la polizia.
IL BRUTTO:
Io non sono un'idealista
tante idee nella mia testa
si rincorrono allegrie
miste ad una vita mesta
è il coraggio che mi manca per poi sovvertire il mondo
o una dose di rispetto per capire chi sta in fondo.
il motivo e la ragione spesso non vanno a braccetto
come vorrei che facesser lo spinello con l'elmetto.
Potrà far cerchio perfetto, solo allora un nuovo Giotto,
di una sfera ormai schiacciata dagli abusi dei G8.
IL CATTIVO:
Io sono un idealista
che nell'ordine ancor crede
mi risveglio ogni mattina sempre meno è la mia fede
voglio solo garantire una pace quotidiana
col mio manganello in tasca
mangio un'altra settimana
Non vorrei mai calpestare chi protesta e chi ci marcia
ma ho dei pazzi qui di fronte son già tanti e sono in marcia
poche lire nella tasca, non mi basta il manganello
per sfamare una famiglia, il rimedio non è quello.
IL FATO:
Invertire questi ruoli
non è compito, figlioli
di me fato fatiscente
chè oramai non conto niente.
Rigirateli voi stessi
tanto ognun è quel che vuole
non è certo una divisa
la cartina tornasole per testare 'sto sistema,
ma è la vita, quella scema:
si diverte ad ingannare poliziotti e protestanti
scatenando contro loro quei poco sociali centri,
o cattolici ibernati alla legge del taglione
che ti tagliano la testa perchè pensi da coglione.
Circoncidon le persone come fossero piselli
ma gli ebrei sì intelligenti, non avevan due cervelli
troppo stretti per un corpo poi da lobotomizzare
con un taglio netto al nostro centro gravitazionale.
Sono il fato, ed il mio sermone è andato.
fato tutto, tutto fato, ora la catena tiro
rivoluzionando il mondo dentro al gorgo un altro giro
domenica 5 luglio 2009
I miei sogni d'Anarchia
Dedicata agli amici di Casa Pound e ai manifesti di Rino Gaetano che compaiono in questi giorni..
e lei viveva nei suoi sogni nella sua voglia di imparare, più in fretta il metodo inglese cucinare e fare l'amore; lei impazziva per le ricerche di cosmesi, rimmel e maquillage, le letture pavese ginsberg degregori e fiumi di lacrime, legato alle tradizioni.. ma io l'amavo, e lei amava me! nei suoi sogni, ritrovavo, anche un po' di me
e lei scopriva ogni giorno il valore del denaro e le conseguenze, toccava il cielo con un dito e sanava le ferite con la rivoluzione
ancora i poeti un nuovo sound e le balere e forse amanti, e il 68 raccontato e le conquiste, le canzoni che dicevano..o o , io l'amavo, e lei amava me! nei suoi sogni ritrovavo, anche un po' di me.
Le bugie, le poesie, i racconti e la paura, l'inflazione le battaglie, l'egoismo della razza, la stagione dei colori, un bicchiere e le memorie, vecchi libri e dischi d'oro un sudario e mille storie, le panchine dei viali, e le strane fantasie, le bugie, le poesie, e le strane cose che stritolavano il passato, il feudalesimo e l'anarchia; i sogni, l'anarchia, i miei sogni d'anarchia...
e io l'amavo, e lei amava me!
e lei viveva nei suoi sogni nella sua voglia di imparare, più in fretta il metodo inglese cucinare e fare l'amore; lei impazziva per le ricerche di cosmesi, rimmel e maquillage, le letture pavese ginsberg degregori e fiumi di lacrime, legato alle tradizioni.. ma io l'amavo, e lei amava me! nei suoi sogni, ritrovavo, anche un po' di me
e lei scopriva ogni giorno il valore del denaro e le conseguenze, toccava il cielo con un dito e sanava le ferite con la rivoluzione
ancora i poeti un nuovo sound e le balere e forse amanti, e il 68 raccontato e le conquiste, le canzoni che dicevano..o o , io l'amavo, e lei amava me! nei suoi sogni ritrovavo, anche un po' di me.
Le bugie, le poesie, i racconti e la paura, l'inflazione le battaglie, l'egoismo della razza, la stagione dei colori, un bicchiere e le memorie, vecchi libri e dischi d'oro un sudario e mille storie, le panchine dei viali, e le strane fantasie, le bugie, le poesie, e le strane cose che stritolavano il passato, il feudalesimo e l'anarchia; i sogni, l'anarchia, i miei sogni d'anarchia...
e io l'amavo, e lei amava me!
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