giovedì 30 aprile 2009
Quando i bambini fanno sciò(w)!
venerdì 24 aprile 2009
Nella tana del Barzoniglio
La cronaca in Limerick
mercoledì 22 aprile 2009
Lentamente muore...
Non servono cure, buttate la chemio. Ha senso avvelenarsi? O forse ha più senso capire che tutta la vita vissuta e da vivere è semplicemente un ruolo nello schema, e ha forse più senso andare a farsi estrarre interiora di gallo dallo stomaco? Perchè allora la mente vede e crede nella cura. La mente si prende gioco di te e lo fa per il tuo bene.
The Decemberists - The Hazards of love

mercoledì 15 aprile 2009
Il Colore Viola - Deep Purple
"C'è un cartello di ricchioni,
che ha deciso che
l'hanno scorso andava il rosso
e quest'anno il viola"
Girando per le strade, mi domando perchè tutti i negozi di abbigliamento, dalle vetrine delle grandi firme alle bancarelle dei mercatini, spicca ovunque il colore VIOLA. Dalle tonalità più scure al lillà, tutta la variegata gamma di colori dello spettro violetto la fa da padrone.


Pigolii concitati anche dai giornalisti americani davanti al viola-ciclamino prediletto da Michelle Obama, e inevitabile citazione - del libro della scrittrice afro-americana Alice Walker, «Il colore viola», appunto. Trattandosi di un libro pieno di disgrazie terribili si potrebbe anche pensare a un titolo simbolico, e invece no: il colore violetto in questione è quello di certi fiori di campo, un colore tanto bello, secondo una delle protagoniste, da segnalare il desiderio di Dio di recare gioia alle sue creature. Del colore viola prediletto da Carla Bruni Sarkozy nelle sue ormai numerosissime apparizioni pubbliche ufficiali va detto, per incominciare, che non è viola-viola, ma piuttosto viola-porpora, o viola-melanzana, o viola-fiordaliso, o viola-prugna. E questo non per sfuggire di stretta misura al viola stretto, quello dei paramenti quaresimali e funerari, lugubre per funzione e fama, ma perché quel viola funebre e funesto non «dona», riverbera sull’incarnato un riflesso livido, ben più immediatamente nocivo d’una supposta, futura disgrazia.
Dunque, il viola forse serve a inculcare nella nostra mente un certo tipo di messaggio? Il colore viola vorrà forse dirci: tranquillo, rilassati, ora c’è Obama e siamo tutti più felici e tolleranti! Nel frattempo da dietro lui sta oleando i tuoi meccanismi di autodifesa.
D’altronde il viola si ottiene dal ROSSO e dal BLU.
È conosciuto come il colore dello spirito e, in effetti, agisce sull'inconscio dando forza spirituale ed ispirazione. Questo colore rappresenta il valore medio tra terra e cielo, tra passione ed intelligenza, tra amore e saggezza.
È il colore della volontà di essere diversi, della metamorfosi, della transizione, ma anche della fascinazione erotica. Questo colore esprime un'energia pura, atavica: è una forza legata alla vitalità del rosso e all'intimo accoglimento dell'azzurro. È una colorazione insieme di attesa e di precognizione (non casualmente viene utilizzato nella liturgia Cristiana durante il periodo dell'Avvento e della Quaresima), eleva la coscienza umana fino al raggiungimento della pura luce bianca. È anche associato alla preghiera ed agli stati alterati di coscienza.
Il colore viola è uno dei colori che emerge frequentemente nei disegni dei bambini. Rappresenta l’urgenza di esprimersi: il suo apparire frequente è in relazione a quella situazione ambientale che non consente al bambino di muoversi liberamente in tutti i settori per le regole o le norme di comportamento che gli vengono imposte. Tale situazione conflittuale insorge sia in famiglia che nella scuola e può investire nel bambino:
· la sfera del linguaggio;
· la sfera del comportamento;
· la sfera della libera espressione.
Il Viola è il colore dell’ametista
Leonardo da Vinci scrisse che l'ametista era in grado di dissipare i cattivi pensieri e di accelerare l'intelligenza.
Poichè si pensava che l'ametista incoraggiasse il celibato e simboleggiasse la pietà, essa, nel medioevo, era molto importante nell'ornamento delle chiese cattoliche e non. In particolare era considerata la pietra dei vescovi, e ancora oggi questi indossano anelli di ametista.
Generalmente, l'ametista del Sud America tende ad essere disponibile in misure maggiori rispetto a quelle Africane, ma le ametiste dell'africa hanno la reputazione di avere misure più piccole , un colore migliore è più saturo. Le ametiste molto scure, soprattutto in misure piccole, sitrovano in Australia.
Ametista e viola, dunque: colore per principi egizi

(giuro che questa immagine di Obama l’ho trovata per caso cliccando: Obama –Prince)

I fans dell'artista conoscono bene che il significato risiede nel suo essere semplicemente l'unione del rosso e del blu, simbolo di femminile e maschile uniti a determinare il concetto di totalità, armonia, completa fusione, unico modo per accedere al divino pur essendo qui sul pianeta. Nel tempo al colore viola Prince ha unito il cosiddetto "love symbol" (O+->) che ribadisce e rinforza il messaggio detto sopra.
Prince cerca Dio non il diavolo.
Prince e la pioggia Viola. Profondo Viola. Porpora, colore dei porporati.
Dunque il viola è il colore dell’attesa, dell’unione degli elementi. Prepariamoci all’avvento del Principe del Caos

“I never meant 2 cause u any sorrow
I never meant 2 cause u any pain
I only wanted 2 one time see u laughing
I only wanted 2 see u laughing in the purple rain”
martedì 7 aprile 2009
Che cos'è l'abruzzo?
Dunque, cos'è l'abruzzo per un romano? è un fratello, un cugino strettissimo, collegato da un trafficato cordone ombelicale chiamato a24. Roma, castelmadama, tivoli e poi via verso avezzano, viadotto del torano e lì la scelta fra l'aquila Teramo e Chieti. Cosa è l'abruzzo se non quel verde che manca al romano? l'appennino col sirente, il gran sasso, Teramo con ivan graziani, avezzano col pronto soccorso che conosci meglio di quello del pertini. I mille paesini che ogni estate vengono invasi da uniformi beige, il fruttivendolo col panettiere incorporato, con cui accordarsi per la spesa di una settimana di campeggio; il macellaio furbo che ti ammolla più cosce di pollo del dovuto.
Cos'è l'abruzzo per un romano e anche scout? E' il posto in cui montare la tenda una volta al mese, e poi due settimane intere l'estate. E' il posto dove torni into the wild, anzi indu de uaild, un po' più burino. E' una spianata in cui terence hill col suo cavallo si trasformava in Trinità. E' anche la pista da sci per chi sa sciare.
Ecco questo è l'abruzzo per un romano, e tante altre cose, l'odore di campo e legno bruciato, quei mille paesi coi nomi anagrammabili, arsoli, carsoli, roccaraso...
E poi vai più in là e trovi L'Aquila e Paganica nomi sentiti migliaia di volte durante l'infanzia, ultimi segnali di vita della "Provincia" vera, sana, testarda e dalla scorza ustionata dal sole. Paganica, la terra dei cocciolone, la terra dello zio.
Ora per tutti questi motivi mi rendo conto che l'abruzzo è nel dna, ed è ora di dargli qualcosa in cambio. Senza fretta, senza protagonismi, con calma.
L'Aquila, il potere, Castaneda. Tutto torna.
