FOTO

Visualizzazione post con etichetta morte. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta morte. Mostra tutti i post

sabato 26 dicembre 2009

L'8 e il 9, e il 2009 che se ne va

Vi invito a leggere fino in fondo questo articolo apparentemente pieno di disgrazie, ma in realtà colmo di speranza.
L'anno funesto (apparentemente) si sta concludendo. Si aprono nuovi spiragli e nuove possibilità.

Questo articolo è dedicato alla memoria di due persone che non ci sono più, di due famiglie che sono rimaste, e di tutte le energie positive che sono state generati dai sacrifici avvenuti quest'anno.



"La Morte rappresenta il Cambiamento e la Trasformazione. Essa è vista come una fase del ciclo della vita, che quindi si inserisce in un percorso e porta rinnovamento"

Premessa: Sincronicità


Un certo incidente accade ad una certa persona in un certo momento in una maniera che assume per lui un significato speciale poiché rivela connessioni importanti molto significative nella vita di questa persona. Qualunque altro osservatore dello stesso avvenimento lo considererebbe un fenomeno casuale senza dargli un significato particolare. Per lui non c'è connessione sincronistica nell'avvenimento, e quindi a lui non dice nulla. Brigitte Hamann


Il Numero 9

L'anno che si sta concludendo, il 2009, può da una prima superficiale interpretazione risultare uno dei più funesti si a livello soggettivo di chi scrive, si a livello oggettivo universale. La crisi, la suina, gli attentati, il terremoto, le inondazioni. Cosa accade a livello energetico nel mondo?

Sembra quasi che l'inconscio collettivo sia portato a leggere nel 9 di 2009 il lento concludersi di un periodo, per cui si lascia andare e indulge nell'autoconvincimento che questo sia un anno di crisi. D'altronde, il 9 è l'ultimo numero della serie decimale. Sembra quasi che le coscienze collettive si facciano catturare da questa interpretazione negativa e si lascino suggestionare dalla fine di un ciclo.

Ma secondo l'antica legge dell'enantiadromia, il simbolo 9 possiede in se la doppia valenza di morte e di inizio, di fine di un ciclo ma anche di sviluppo di nuove possibilità.

"In ogni processo evolutivo c'è sempre una materia grezza che si trasforma e si affina. Passando attraverso le varie fasi del processo, la materia grezza perde le scorie che l'appesantiscono e finisce per assumere una natura più nobile."

"Restiamo nell'ambito della cabala pratica e vediamo ora quale significato essa attribuisce al numero 9. Nelle "Clavicole di Re Salomone" si legge che questo è il numero dell'iniziato, il grande numero magico. Nove, infatti, sono i gradi dell'iniziazione la quale, essendo una rigenerazione spirituale, avviene nel mistero. Sempre secondo i cabalisti questo numero, essendo il quadrato di tre e quindi tre volte trinitario, si riflette nel cielo nei nove cori degli angeli che governano le sfere celesti.
Sappiamo che con il 9 si conclude l'enneade, che era la base dell'antico sistema di numerazione greco e la lettera che vi corrisponde è la q, inizio della parola qeòV, che vuol dire Dio. È simbolo di verità totale, completa e immutabile perché il 9, moltiplicato per qualsiasi numero, non muta la sua identità giacché dà un prodotto che riproduce sempre il 9.
Per quanto riguarda quindi il significato da attribuire alla terna superiore del settenario, tutta la letteratura esoterica è concorde nel ravvisare in essa un contenuto di natura mistica, spirituale e divina.
"

9=3x3=3^2=IX IX=IV simmetrico 9=6 simmetrico

Il numero 8

In uno degli episodi di Fringe andati in onda nel 2008, uno dei casi viene risolti grazie alla presenza della "sfera magica", ovvero la caduta di una palla da biliardo: la numero 8 nera.


Broyle, capo della sezione FRINGE. Lo stesso attore nella serie LOST interpreta Abaddon.
Abaddon è un demone citato nell'Apocalisse ed in altre scritture sacre appartenenti alla cultura ebraica e cristiana.
Il suo nome deriva dall'ebraico, e significa perdizione. È la trascrizione di una parola ebraica utilizzata come nome proprio per indicare il nome dell'Angelo dell'Abisso nell'Apocalisse di Giovanni (cap.9, versetto 11 e cap. 20, versetto 1) simmetrico all'Angelo dell'Abisso in Giobbe (cap 33, versetti 23 e 24). Il nome ebraico Abbadon corrisponde al nome greco Apollyon (il distruttore), che può essere paragonato anche al dio Apollo. Poichè in Giobbe la sua figura è associata a quella dell'Angelo Alef, ovvero l'Arcangelo di Giosuè (cap 5, versetti 14 e 15) e di Giuda (cap 9), si può dedurre che si tratti dello stesso Arcangelo Michele, ovvero di Gesù Cristo nella sua natura pre-umana[senza fonte].
Per alcuni è il Capo dei demoni della settima gerarchia, Abbadon è il sovrano del pozzo senza fondo (Giuda Taddeo, VI) e il re di un esercito di cavallette dell'Apocalisse.


"La Magica palla 8, prodotta da Tyco Toys ed attualmente commercializzata da Mattel, è un giocattolo usato per prevedere la fortuna. È una sfera di plastica con l'aspetto di una grande palla 8 di biliardo, nera e bianca."



Nello stesso anno 200-8, il più grande mutamento avvenuto a livello planetario è l'elezione a presidente degli USA del nero Obama, che nel 2009 ha effettuato una storica visita in Cina.

L'8-8-08 sono iniziate in Cina le olimpiadi. Inoltre, l'8 messo in orizzontale è il simbolo dell'infinito, della ciclicità (nastro di Moebius).

"Nella concezione cinese l'8 è chiaramente considerato, come si è detto, un "numero positivo". Nella cultura indiana, invece, esso non ha connotazione né univocamente positiva né univocamente negativa, dato che si inserisce in quel sistema di pensiero che gradualmente dette origine nella Valle dell'Indo al concetto di karma, che è concetto ciclico dove ogni elemento, "negativo" o "positivo" che possa essere, si rapporta agli altri in una unità globale. In questa logica, l'8 indiano rappresenta i debiti contratti nella vita attuale e/o in quelle precedenti e che vanno "pagati" in quelle future attraverso un duro "lavoro" su se stessi; al tempo stesso rappresenta le esperienze acquisite nella vita attuale e/o in quelle precedenti, sulla base delle quali (siano esse positive o negative) tale duro lavoro sarà possibile.
In tale ambito si colloca nella concezione indiana, come elemento non totalizzante, la ricerca del danaro, del successo economico, di un elevato status, ma all'interno di una continua possibilità di capovolgimento del successo in insuccesso e dell'insuccesso in successo e comunque sulla base di una stretta osservanza di criteri di onestà, violando i quali il crollo materiale e di status sarà sicuro."

L'ottagono della Dharma Initiative - Lost

6-4-2009: il Terremoto a l'Aquila
"Cosa spinse i costruttori di questa città ad edificarla secondo la pianta di Gerusalemme e speculare alla costellazione dell' Aquila'?

Fu lo storico Crispomonti- continua Ceccarelli- a parlare per primo della straordinaria somiglianza della città Santa con il disegno delle mura dell'Aquila.
Osservando attentamente le due piante, si evidenziano molti particolari:
Il fiume Cedron scorre nella parte bassa della città, così come l'Aterno per l'Aquila. Le due città sorgono entrambe su colline, l'Aquila a 721 metri sul livello del mare e Gerusalemme a poco più, 750 metri. Verso nord c'è il monte del Tempio di Salomone come da noi c'è Collemaggio. E, infine, la piscina di Siloe (citata nella Bibbia come il luogo dove Gesù compì il miracolo della restituzione della vista) è localizzata esattamente come la Fontana delle 99 Cannelle: entrambe sono opere di ingegneria idraulica e entrambe sono adiacenti ad una porta muraria.

Le 99 Cannelle sono una fonte battesimale dei Cistercensi?

Fino a ieri la città è stata legata al binomio con ”il numero 99” (ogni persona racconta di 99 castelli, 99 chiese, 99 piazze e 99 fontane e un altro elemento dà ancora più colore alla leggenda: l’orologio della torre di Palazzo Margherita suona 99 rintocchi."

9-9-9

"La sequenza del 9 ripetuta tre volte - 9.9.9 - allinea l’essere umano, fisico, biologico, al suo sé espanso, all’unione galattica col suo multiplo, che è parte di sé e tuttavia ben oltre ciò che voi considerate voi stessi. E’ l’Uno che diviene 9.
La raggiante esperienza del 9 è multipla e sequenziale. Non usate la logica per un momento. E’ tempo che comprendiate quanti livelli coesistono insieme a quello spettro di esperienza che chiamate la vostra realtà, cioè come può dirsi multidimensionale un aspetto lineare.
La vostra ora segna 9.9.9 e vi dite: “Sono arrivato qui”. Noi invece guardiamo e vediamo che siete immersi nel ciclo infinito del 9, sopra e sotto di voi, cioè immersi nel divenire che si compie - nel 9 come metafora del compimento. Dunque voi siete lì, sul punto interassiale di tutti i vostri compimenti non lineari. Cercate di comprendere: siete nel punto d’intersezione di tutte le vostre vite, di tutte le vostre esperienze del Sé su questo piano dimensionale (la Terra), e su altri 9 livelli di esperienza. Compiere l’allineamento col 9 è l’aggancio con la realtà galattica del Sé, spostandovi dall’identificazione con la materia, all’identificazione col Divino in voi. E’ un allineamento che non esclude le parti più dense della vostra espressione, e non le sottomette ad altro, invece le porta a vibrare al livello dell’Unità. State diventando Uomini Universali, lo comprendete? State sciogliendo il legame karmico con la terra, la vostra logica di adempimento è finita, perché tutto è compiuto. State cioè sciogliendo la vostra prospettiva dimensionale che collega le cose in sequenza, e ciò significa che non avete più bisogno di regolare le questioni in sospeso secondo la misura dell’ego, ma potete e dovete misurarvi con l’infinità.
Non dovete più collegarvi alla Sorgente per chiedere, perché siete voi la Sorgente, né dovete più a fare qualcosa in opposizione a qualcos’altro, per equilibrare le energie. Siete l’Uno, avete tutte le possibilità in voi - perciò non chiedetevi se sarete in grado di farlo, e non metteteci un secolo per capirlo. Siate ciò che siete, e divenite il vostro più alto modello di vita sulla terra. Questo è il potenziale che avete. Questo è il compimento annunciato. Il 9 vi porta a riottenere quel collegamento perduto con la dimensione galattica umana, ed anche con la dimensione Angelica. Cioè l’esperienza dell’uomo diventerà molto più espansa di adesso. "

8-9 Giugno 2009

E veniamo al dunque.

Elvis Presley (il sole, la luce) nasce l'8 Gennaio, come mio padre.


Elvis @ Sun

Michael Jackson (la luna) muore nel giugno 2009, come mio padre.


Michael Jackson @ Moon

Più precisamente, mio padre muore l'8-6-09.
Il giorno dopo, 9-6-09 se ne va Mauro.

AGGIORNAMENTO

Dimenticavo: l'8-12-09, giorno dell'immacolata ('a maronna nella smorfia, mentre come suggerisce emilie il 9 è la figliolanza), gli smashing pumpkins pubblicano la prima delle prossime 44 canzoni del nuovo album.

A song for a son - "Canzone per un figlio"


This is a song for a star
This is a song for a space invader
Who flew into the sun
Never to return
Never to return
Coincidenze? Significati? Nulla di tutto ciò? Una parola sola: trasformazione.

“Abraxas è il Dio duro a conoscere. Il suo potere è il più grande perché l’uomo non lo vede. Del sole egli vede il summum bonum, del demonio l’infimum malum; ma di Abraxas la VITA, indefinita sotto tutti gli aspetti, che è la madre del bene e del male….Duplice è il potere di Abraxas. Ma voi non lo vedete, perché ai vostri occhi gli opposti in conflitto di questo potere si annullano…Ogni cosa che chiedete supplicando al Dio sole genera un atto del demonio. Ogni cosa che create col Dio sole dà al demonio il potere di agire. Questo è il terribile Abraxas. (dal Sermone III- C.G. Jung)

Vi ho mostrato la strada, senza dirvi troppo. Traete le conclusioni, ovvero unificate il disco del sole (vita, luce, circolarità) alla falce della luna (morte, trasformazione, fasi, ciclo)





Buon anno nuovo!

lunedì 14 settembre 2009

Il Ridere Guerriero e la Follia Controllata



Prima di procedere alla lettura, è necessario aver letto la premessa, ma soprattutto armarsi di santa pazienza, poichè l'intervento è molto lungo. Per cui se siete stanchi lasciate perdere.

"Non ritengo che un fallimento sia necessariamente una cosa negativa. Ti dà piuttosto quel certo grado di libertà che ti permette di dire: «'sti cazzi!»"
(Billy Corgan; sticazzi = Fattelapiabbene = Machemmefrega!)

E mi immagino una intera vita col sorriso in volto e sticazzi stampato in fronte. Ecco il potere del ridere. Non il folle riso del Joker che si contrappone allo scuro volto serioso di Batman.

Joker e Batman, il folle e la morte, entrambe figure archetipe del nostro inconscio, nonchè carte dei tarocchi (lascio agli esperti l'interpretazione del significato).


La carta della MORTE mostra uno scheletro con alcuni brandelli di carne ancora attaccati alle ossa (ad indicare che la trasformazione non è ancora iniziata).
Con la falce che ha in mano la morte taglia teste incoronate e non (ad indicare che chiunque è soggetto ad essa).
Dal terreno spuntano mani e piedi (ad indicare che le idee non muoiono mai). Nulla si distrugge e tutto si trasforma.




La falce ha questa forma ) ovvero il sorriso del folle...

IL MATTO "…ma colui che nel mezzo del cammino smarrì la diritta via, seguendo avidità,
bassezze e materialità si ritrovò di nuovo ad abitare il CAOS dal quale era partito. Ma come fulmine a ciel sereno, gli si svelò la via di un NUOVO INIZIO …"

La carta ci mostra la figura di un folle viandante con in mano un bastone di cui, però, non sa cosa farsene (ad indicare che ha, comunque, in sé il potere, la forza, ma ha smarrito o scordato i meccanismi per giovarsene).
Sulle spalle porta un sacco legato ad un bastone: è un peso inutile (ad indicarci che le illusioni degli esseri umani non portano a nulla).
Vi è, poi, una lince che azzanna il folle nelle parti basse (ad indicare che non siamo più in grado di controllare gli istinti e che siamo tornati al punto di partenza).
Le piantine in fase di crescita presenti nella figura, tuttavia, indicano la ciclicità del percorso e dunque la più confortante delle Leggi che regolano gli elementi, le azioni e la loro interazione nel cammino di elevazione dell’iniziato: non esiste errore che non possa essere riparato, non esiste un fondo nel pozzo delle opportunità. La speranza nel premio finale, l’aspirazione alla suprema conoscenza non abbandonerà mai il nostro più profondo intimo.


Follia e morte, ciclicità e cambiamento. solo l'uno può scovare e riconoscere l'altro perchè entrambi mostri della stessa falsa realtà. Entrambi padroni dell'altro con cui giocano un danza macabra





Nel Settimo Sigillo, solo il folle saltimbanco può riconoscere la morte ed esserne libero, pronto a ballare una danza macabra





Dialogo tra Jöns lo scudiero e il pittore.

- Che cosa dipingi?
- La danza della morte
- E quella è la morte?
- Sì, che prima o dopo danza con tutti
- Che argomento triste hai scelto...
- Voglio ricordare alla gente che tutti quanti dobbiamo morire
- Non servirà a rallegrarla...
- E chi ha detto che ho intenzione di rallegrare la gente? Che guardino e piangano.
- Aaah, invece di guardare chiuderanno gli occhi...
- E io ti dico che li apriranno... Un teschio, spesso interessa molto di più di una donna nuda
- Se li spaventi però...
- ...Li fai pensare
- E se pensano...
- ...Si spaventano ancora di più.


Il teschio, simbolo della morte, d'altronde non è altro che un ghigno a 32 denti


SINCRONIA: mi è appena arrivato questo link

Il segreto è come morire. Dall’inizio dei tempi, il segreto è sempre stato come morire. L’adepto trentaquattrenne fissò il teschio umano che cullava tra le mani. Era incavato, come una coppa, pieno di vino rossosangue. Bevilo, si disse. Non hai nulla da temere
(L’incipit del prologo di «The Lost Symbol» di Brown)
Ah, non scordiamoci "Indiana Jones e il teschio di cristallo"

Ma parliamo un secondo della morte, o tumbadora (dal nome che gli è stato dato dai veggenti toltechi, in quanto "forza rotante")
Sempre secondo gli sciamani toltechi, la morte, o meglio la sua spinta, si trova lì dietro la vostra spalla sinistra (spesso la vedete dallo specchietto retrovisore, agli occhi come i fari di chi vi sta sorpassando).

- Le prossime citazioni vengono direttamente da "Teologia della Liberazione - Il filo del Rasoio"-


"Ihoah modella l’’aDaM (nel senso d’umanità), lo dota di un’anima (l’’aiSHaH, ossia la parte femminile dell’Io che incarna l’impulso verso la conoscenza) e lo spinge, attraverso questa, a nutrirsi del sacro fungo. Ihoah è mosso, in questo, dall’oscura consapevolezza di non poter resistere per sempre alla forza della propria morte e, quindi, dalla necessità (in quell’inizio avvertita in modo quasi esclusivamente istintivo) di aumentare indefinitamente la propria consapevolezza tramite l’assorbimento della consapevolezza distillata dall’’aDaM.
Ma se Ihoah modella l’’aDaM in tal guisa, questo significa che Abraxas modella una parte di Sé stesso in forma di ‘aDaM. Ed è propriamente in questa forma di gigantesco (quasi-infinito) essere cosciente che noi lo conosciamo.
Già, perché dopo l’ingestione del frutto proibito, oltre all’’aDaM, Abraxas comincia ad esistere in modo consapevole, poiché, nota splendidamente Sibaldi, Ihoah ha perduto ogni autorità sull’’aDaM. In realtà, aggiungo io, nel momento stesso in cui Ihoah ha concepito l’idea di servirsi dell’’aDaM per risolvere il problema della sua divina e immensa angoscia si è condannato ad una progressiva quanto esiziale trasformazione in Abraxas. Così, ora, Egli ha due facce. La prima invisibile, noumenica; la seconda visibile, fenomenica.
Trasformazione alimentata nel corso del tempo dalla consapevolezza generata dall’’aDaM, durata sette eoni (pressapoco, quattordicimila anni) ed ora giunta a definitivo compimento.
Questo significa che il demiurgo Ihoah esiste ancora sia nella forma del Dio minore (rispetto agli Elohim o al PrePadre di gnostica memoria), sia in quella di Trogoautoegocrat. Per questo d’ora in avanti chiameremo il Tiranno: Ihoah-Abraxas.

Tremendo, lo so. E’ una vera fortuna che la verità abbia sempre due facce…già, la verità è doppia, un po’ come quel Dio di cui s’è appena parlato."

...

"L’uomo, quindi e sotto questo profilo, appare più come l’esito dell’evoluzione che Ihoah-Abraxas ha vissuto al Suo interno sin dall’Inizio, giacché è proprio da quel favoloso Inizio che la forza della Morte ha preso a premere su di Lui.
E’ esattamente questo il significato più profondo di quella che, in apertura, abbiamo chiamato la Triade Superna (Morte, Vita, Consapevolezza). Tale triade nasce con la Creatura e costituisce il fondamento della meccanicità dell’intero universo. E’ il modo d’essere più profondo e vero di Ihoah-Abraxas, meglio, della Sua faccia visibile: “Morte” fuori (forza attiva) e “Vita” dentro (forza passiva) in modo che dalla frizione di queste due forze nasca “Consapevolezza” (forza neutralizzante)."

...

La tecnica migliore per realizzare tutto quanto esposto in tema d’Agguato è il ridere guerriero.
Abbiamo affermato che quando il guerriero è accettato per lui inizia la guerra e che tale guerra è scandita e caratterizzata dalla venuta di una serie molto lunga d’ottave poste, quanto a durezza, in progressione ascendente e inviategli dallo Spirito al fine di renderlo perfetto (candido e potente come il primo dei due gigli).
Ora, quando una qualunque ottava investe il guerriero, in termini assoluti questi si trova a diretto contatto con la Morte e ciò scatena la sua paura. Una paura che sgorga direttamente dal centro emozionale e che, tramite un processo meccanico e tremendamente veloce, si trasforma in ciò che Gurdjieff chiamava emozione negativa.
Divenire preda di tali emozioni negative è fatto tanto repentino, quanto inevitabile.
Questo accade perché il centro emozionale lavora ad una velocità molto superiore a quella del centro intellettuale; ne consegue che per noi, almeno all’inizio e per diverso tempo, risulta impossibile controllare tali emozioni. Siamo troppo lenti.
Praticare l’Agguato significa rendere il centro intellettuale tanto veloce e tanto fluido da riuscire a controllare il centro emozionale, rendendo in tal modo possibile il vero “miracolo”: la trasformazione delle emozioni negative in emozioni positive.
Questo si può fare solo cercando di ridere ogniqualvolta le emozioni negative si manifestano. Si tratta di una tecnica che va messa in atto da subito, anche se all’inizio e per chissà quanto tempo, sembrerà impossibile da realizzare.
Quando angoscia e paura erompono in voi per effetto della pressione esterna o interna, ciò che dovete cercare di fare è proprio e solo questo: ridere.
Ciò richiede quel che chiamiamo un enorme sforzo consapevole giacché, per riuscire a ridere quando ci troviamo sotto il tiro della Morte, noi dobbiamo ricordarci di noi stessi e dello scopo che ci siamo dati.
Per questo le situazioni difficili sono così importanti, perché ci mettono nella condizione di ricordarci di noi stessi.
Ridere in faccia alla Morte quando questa sta premendo su di noi ci mena al Risveglio poiché, questo semplice atto, ha l’effetto di impedire il ricorso all’indulgenza. In altre parole, ridere c’impedisce di sprecare la nostra energia, aumentandola di conseguenza e con ciò arrivando, attraverso la distruzione (Solve) e la successiva ricreazione (Coagula) dei Golem, dapprima al conseguimento dello status d’Uomo n.4 (con l’abbandono della c.d. fascia dell’uomo) e, quindi, alla conquista dei livelli superiori di realizzazione.
Sino alla realizzazione suprema: la Libertà Totale.

Conclusione...

DON JUAN:
«E' possibile insistere, insistere in modo conveniente, anche se sappiamo che ciò che stiamo facendo è inutile» disse sorridendo. «Ma dobbiamo sapere prima di tutto che le nostre azioni sono inutili e tuttavia dobbiamo procedere come se lo ignorassimo. Questa è la follia controllata dello sciamano. (...)
Sono felice che tu, alla fine, mi abbia chiesto della mia follia controllata dopo così tanti anni, e tuttavia non mi sarebbe importato se non me lo avessi chiesto. Ma ho scelto di essere felice, come se fosse importante il fatto che tu me l'abbia chiesto, come se fosse importante il fatto che ci tenga. Questa è la follia controllata!»

Ridemmo entrambi molto forte e lo abbracciai. Trovavo meravigliosa la sua spiegazione, anche se non la capivo per niente. (...)

CARLOS CASTANEDA:
«Con chi eserciti la follia controllata, don Juan?» chiesi dopo un lungo silenzio.
Fece una risatina.

DON JUAN:
«Con tutti!» esclamò sorridendo.

CARLOS CASTANEDA:
«Allora, quando scegli di metterla in pratica?»

DON JUAN:
«Ogni singola volta che agisco.»

A quel punto sentii che avevo bisogno di riepilogare e gli chiesi se follia controllata significasse che le sue azioni non erano mai sincere, ma erano solo gli atti di un attore.

DON JUAN:
«Le mie azioni sono sincere,» disse «ma sono solo gli atti di un attore.»

CARLOS CASTANEDA:
«Quindi tutto ciò che fai deve essere follia controllata!» esclamai sinceramente sorpreso.

DON JUAN:
«Sì, tutto» rispose.

CARLOS CASTANEDA:
«Ma non può essere vero» protestai «che ogni tua azione sia solo follia controllata.»

DON JUAN:
«Perché no?» ribattè con espressione misteriosa.

CARLOS CASTANEDA:
«Ciò equivarrebbe ad affermare la tua indifferenza verso tutto e tutti. Prendi me, per esempio. Intendi dire che non t'interessa se divento o no un uomo di sapere, o se vivo, o muoio, o faccio qualsiasi cosa?»

DON JUAN:
«Vero! Non mi importa. Sei come Lucio, o chiunque alro nella mia vita, la mia follia controllata.»

Provai una strana sensazione di vuoto. Ovviamente non c'era ragione al mondo per cui don Juan dovesse avermi a cuore, ma, d'altra parte, avevo quasi la certezza che tenesse a me personalmente; pensavo che non potesse essere altrimenti, poiché mi aveva sempre prestato la massima attenzione in ogni momento trascorso insieme. Mi venne il sospetto che forse don Juan diceva quelle cose solo perché era seccato con me. Dopotutto, avevo abbandonato i suoi insegnamenti.

CARLOS CASTANEDA:
«Ho l'impressione che non stiamo parlando della stessa cosa» osservai. «Non avrei dovuto usare me stesso come esempio. Intendevo dire che deve esserci qualcosa al mondo a cui tieni in un modo diverso dalla follia controllata. Non credo che sia posssibile continuare a vivere se non c'è nulla che per noi conti veramente.»

DON JUAN:
«Questo vale per te» disse. «Le cose importano a te. Mi hai chiesto della mia follia controllata e ti ho detto che tutto ciò che faccio per me e per i miei simili è follia, perché niente è importante.»

CARLOS CASTANEDA:
«Il punto è, don Juan: come puoi continuare a vivere se non c'è nulla di cui ti importi? ... Voglio veramente sapere; devi spiegarmi cosa intendi dire.»

DON JUAN:
«Forse non è possibile» rispose. «Alcune cose nella tua esistenza ti interessano perché sono fondamentali; le tue azioni sono sicuramente importanti per te, ma per me non c'è più neppure una singola cosa che sia rilevante, né i miei atti né quelli dei miei simili. Continuo a vivere, tuttavia, perché ho il mio intento, perché l'ho temprato per tutta la vita finché è diventato chiaro e integro e ora non m'interessa che alcunché conti per me. Il mio intento controlla la follia della mia esistenza. (...)
Quando un uomo ha imparato a vedere, si trova solo al mondo, con nient'altro se non la follia. ... I tuoi atti, come quelli dei tuoi simili in generale, ti sembrano importanti perché hai imparato a pensare che lo siano. (...)
Non ho detto senza valore, ho detto non importante. Per esempio, per me non c'è modo di dire che i miei atti siano più importanti dei tuoi, o che una cosa sia più necessaria di un'altra, perciò tutte le cose sono uguali ed essendo uguali non sono importanti.»

Gli chiesi se intendesse dichiarare che ciò che aveva chiamato "vedere" era in effetti un "modo migliore" del mero "guardare alle cose". Rispose che gli occhi degli uomini possono svolgere entrambe le funzioni; l'una non è migliore dell'altra, ma addestrare i propri occhi solamente a guardare era, a suo parere, una rinuncia inutile e disonorevole.



domenica 13 settembre 2009

Cosa (ci) vuol dire lo SMILE?

Come recita un vecchio adagio: "le cose semplici sono sempre le migliori". E così nel 1963 Harvey Ball mise insieme due punti e una linea curva, su sfondo giallo, dando vita a un simbolo che presto si diffuse in tutto il mondo: LO SMILE. Cosa ha di così particolare da aver colpito l'inconscio collettivo e raggiunto il cuore di miliardi di persone in poco tempo?



Si tratta di un sorriso semplice, senza fronzoli, intrigante e misterioso come questo



Monna Lisa, in inglese Mona lisa, anagrammato dà Smail on a... :) Recentemente è uscito anche un film, Mona Lisa Smile che sembra ribadire il concetto: Il sorriso infrange la rigida osservanza delle regole sociali.

Dunque ricapitolando, lo SMILE è una semplice faccia che sorride al mondo.
In Cinese, sorriso si pronuncia XIAO ed è simboleggiato da un'ideogramma composto da due simboli: il BAMBU' e il CIELO.



Nell'ideogramma che riassume la risata, il bambù è proprio quell'elemento terrestre di spontaneità e flessibilità che si trova a contatto con il cielo, al di sopra del cielo, quasi fosse un simbolo di vitalità che affiora e permane perfino nel livello più celeste e spirituale raggiungibile attraverso qualunque pratica … ma anche, e proprio, attraverso il più semplice e puro sorriso del cuore.

Pare inoltre che un altro effetto del "Sorriso", questa volta dal punto di vista energetico, e questo è il più importante, è un ampliamento vero e proprio del campo energetico della persona; il polso è più forte e vitale, l'energia (il Qi) circola più decisamente andando a riempire i vuoti e drenando i pieni che possono esserci in tutti i sistemi di meridiani energetici, il sangue è più nutrito e carico di forza vitale ed energia (lo Shen in particolare) che circola meglio, esprimendosi anche al meglio. La carica energetica in circolazione e la maggiore capacità di assimilare ciò che serve dall'esterno, faranno risparmiare l'energia essenziale ereditata alla nascita (il Jing) permettendo la longevità unita ad una migliore qualità della vita.

Allora è per questo motivo che Dio ha posto uno Smile sulla nostra faccia? Per farci ampliare le energie interiori?



Dove andiamo, nessuno lo sa
devo dire che sono sulla mia strada in discesa
Dio mi ha dato stile e grazia
Dio ha messo un sorriso sul mio viso

Ognuno deve ampliare la propria energia, per questo ognuno deve sorridere a modo suo:






Salva qualche faccia, lo sai che ne hai solo una
Cambia i tuoi modi fichè sei giovane
Ragazzo, un giorno sarai un uomo
Oh ragazza, lui ti aiuterà a capire

Sorridi a modo tuo
Sorridi a modo tuo

Il comico in Watchmen ha come simbolo lo Smile. E' l'energia nella sua forma totale, sesso e spinta distruttiva alla morte. E' uno scherzo della natura, è la realtà che si mostra nella sua brutale verità, ovvero di essere un'ordine apparente mentre ciò che è nascosto dietro questo velo è solo caos ("sorridi, sei su scherzi a parte- candid camera!" E' stato tutto uno scherzo che ha stravolto la tua realtà).
Lo smile, alla morte del comico, si tinge di una chiazza di rosso sull'occhio destro, l'occhio di Horus-Locke (vedi Lost).



La morte ordita da chi vuole porre ordine al caos (vedi Watchmen e il NWO), deturpa lo SMILE e dunque destabilizza quell'energia vitale da questi destata.

Non a caso in Southland Tales compare di continuo questo chiaro omaggio al Comico; dello stesso regista è Donnie Darko, e in entrambi i film gli avvenimenti cambiano rotta nel momento in cui uno dei personaggi riceve un proiettile nell'occhio: in questo modo il mondo prosegue la sua rotta verso la distruzione (2o12!)






I got soul but I'm not a soldier.

Il soldato portatore di morte non ha più un'anima, nè un sorriso. Ecco la contraddizione vivente nel soldato Joker di Full Metal Jacket.

O si ride o si muore, perchè la morte arriva quando non c'è più niente di cui ridere.





Per concludere: lo Smile è composto da due occhi e una bocca inseriti in un cerchio, in uno 0, numero della carta dei tarocchi corrispondente al Matto, the Joker, il folle col sorriso stampato a forza sul viso:






"0" ma anche 22, giorno di nascita del Barzo che ha compiuto 22 anni il 22-2-2002.
Sarà una risata che vi seppellirà, e rideremo della morte stessa.







mercoledì 3 giugno 2009

Mortacci!!

Dieu me pardonnera. C'est son métier. (Heine in punto di morte)
La vita e il mondo sono il sogno di un Dio ebbro, che fugge silenzioso dal banchetto divino e va a dormire su una stella solitaria, ignorando che quando sogna crea... E le immagini di questo sogno si presentano, ora con una variegata stravaganza, ora armoniose e sensate... l'Iliade, Platone, la battaglia di Maratona, la Venere dei Medici, il Muster di Strasburgo, la rivoluzione francese, Hegel, le navi a vapore, sono pensieri che si sono staccati da quel lungo sogno. Ma un giorno il Dio si sveglierà sfregandosi gli occhi addormentati, sorriderà, e il nostro mondo sprofonderà nel nulla senza essere mai esistito...(sempre lui)

La doppia visione poetica degli interventi precedenti era atta a mostrare la dualità intrinseca in ogni evento simbolico. Quale strada scegliere? Interpretare come l'eroe il segno come "evento che smuove l'azione" e intraprendere la strada che ha un cuore, per abbandonarla tranquillamente nel caso sia forse più opportuno seguirne un'altra.
Questa tecnica ha bisogno di evidente impeccabilità e scaltrezza, nonchè esperienza, per poter giungere alla perfezione e soprattutto al rendersi conto per tempo, utilizzando tutti i sensi, di quale strada ha un cuore. Ricordando che comunque, come insegna il Nagual, nessuna di queste strade porta effettivamente a qualcosa.
Così l'eroe si sveglia nella notte oscura e tenebrosa del proprio inconscio per provare a dare un senso al suo percorso. O meglio, per impegnare attivamente le energie libidiche e co. alla ricerca del risveglio.

La prima nemicamica cui si trova di fronte è dunque la morte. D'altronde è l'ombra che ci accompagna, a braccetto con la vita, lungo questa avventura non appena veniamo al mondo.


CRITICA ALLA VISIONE DELLA MORTE

Non concepisco tutto questo affannarsi a piangere, rifiutare, negare il pensiero della morte - tipicamente umano e borghese. Ci strappa dal legame con la vita e con la terra. Un controsenso ambulante. Anzi un paradosso (che poi è la stessa cosa)
I vari dibattiti contro l'aborto e l'eutanasia e il diritto alla vita. Quanto affannarsi!
Il paradosso che vorrei evidenziare è questo: secondo le fonti canoniche, l'avvento di Cristo sulla terra ha come conseguenza quasi immediata la strage degli Innocenti (fra l'altro questo evento non trova riscontro nelle fonti storiche ufficiali, ma sembra quasi un richiamo alla precedente strage dei primogeniti ordinata dal buon Dio nei confronti degli Egiziani). Ma poi ne abbiamo uno ancor più micidiale che non mi ha fatto dormire questa notte:
L'incarnazione del Verbo è di per sè un atto suicida. Un Dio che sceglie di farsi uomo è propriamente portato a morire. Certo, per poi assurgere a vita Eterna, secondo il Catechismo. Bene, allora dov'è il problema? Forse un messaggio del genere, quello Cristologico, è inconsciamente e subliminalmente così tanto portatore di morte che deve essere nascosto e sovrastato dai movimenti Pro - life. La vita di Cristo è un continuo accostarsi al suicidio volontario (con fini superiori, intendiamoci, dal semplice morire), evidenziato dalle scelte in punto di morte di evitare il sommo miracolo di fuggire dalla Croce.
Orbene, ecco la doppiezza intrinseca nella mente Divina. O forse, tutto questo messaggio ha bisogno di una visione superiore? Dietro tutto questo è forse celato un sommo messaggio di liberazione dai vincoli terreni e borghesi del corpo?
Si tratta di liberarsi del pensiero della morte per poter vivere efficacemente un'esistenza autogestita e priva di legami terreni.
Per questo i pirati scelgono un vessillo, il jolly Roger, che ricorda la visione di una vita senza il timore reverenziale nei confronti di mamma morte; una vita di libertà passata a scorrazzare per i 7 mari alla ricerca di grandi tesori.
Per questo solo i folli nel medioevo, come sottolinea il Settimo Sigillo, possono sfuggire alla visione della realtà e guardare la morte in faccia, ridendo di lei. Non perchè sia buffa, ma perchè semplicemente è inutile piangerci su. E anzi proprio quelli che dicono di essere cristiani, si vestono a lutto e lacrime per la perdita del legame piuttosto che gioire del superamento del vincolo.
Forse c'è morte e Morte.
Per cui prendiamola per mano e balliamoci su, e non abbiate paura di superarla semplicemente guardandola negli occhi. D'altronde, chi vi mette al mondo, vi mette a morire.


Branduardi Angelo

Ballo In Fa Diesis Minore lyrics

Sono io la morte e porto corona,

io Son di tutti voi signora e padrona

e così sono crudele, così forte sono e dura

che non mi fermeranno le tue mura.

Sono io la morte e porto corona,

io non di tutti voi signora e padrona

e davanti alla mia falce il capo tu dovrai chinare

e dell 'oscura morte al passo andare.

Sei l'ospite d'onore del ballo che per te suoniamo,

posa la falce e danza tondo a tondo:

il giro di una danza e poi un altro ancora

e tu del tempo non sei più signora!

martedì 11 marzo 2008

CHOOSE NO LIFE


Non sei tu a scegliere la vita.
E' la vita che ti ha scelto. Ora è giunto il tempo di scegliere di abbandonare la vita.



Scegli di non consumare
scegli di non mangiare
scegli di non possedere
scegli di non essere morboso
scegli di non bere
scegli di non fumare
scegli di non essere l'impianto di qualcun altro
scegli di non avere rimpianto
scegli di non votare
scegli di non tifare
scegli di non vomitare
scegli di non avere modelli
scegli di non avere una famiglia
scegli di non avere amici
scegli di non dover essere felici
scegli di non essere Dio
scegli di non essere Ateo
scegli di non scegliere,
scegli di non avere profeti
scegli di non tenere gli occhi chiusi
scegli di non copulare indifferenziatamente
scegli di non essere rappresentato da un paio di scarpe, da una famiglia, dalla confezione di una merendina, dai conservanti, dalla crema depilatoria, da un avatar, da un lavoro, dalla quantità di volte in cui ti riproduci, da un re, da un clan, dal colore degli occhi e dei capelli.

Una volta scelto di non dormire, non ci sono pene, non ci sono gioie, non ci sono aborti, non ci sono guerre, non ci sono crisi, non ci sono depressioni, non ci sono alti nè bassi, non ci sono conflitti, non ci sono derisioni.

Ci sei tu. E tu ti illumini.

Cerca nel blog